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IL FONDATORE
"Il
curato di Bassano ... Don Mantiero lavorò sempre nelle parrocchie
delle campagne venete; Bassano del Grappa, dove trascorse il periodo più
lungo della sua vita sacerdotale e dove morì, era la sua nona parrocchia.
Si considerò sempre un semplice prete di campagna, ma bisogna subito
sottolineare che era un sacerdote di straordinaria capacità pastorale
e di grande ricchezza spirituale; era anche un uomo molto istruito, non
solo in teologia ma pure in filosofia e letteratura; non era un intellettuale
ma piuttosto un uomo di grande cultura. Desiderava diffondere la cultura
nel più ampio senso del termine, quella cultura che aiuta ogni
persona umana a crescere e che è accessibile tanto a un contadino
quanto a un professore.
Lo testimoniano i suoi incontri
serali con i figli dei contadini e degli operai nei quali si parlava di
catechismo e di san Tommaso ma anche di Dante e di Manzoni. Aiutava i
suoi ragazzi più portati per lo studio in latino e in italiano,
li consigliava di leggere i libri di Dostoevskij
e Leopardi, li incoraggiava a prendere in mano anche i classici della
filosofia come Platone e Aristotele. Lo scopo principale di un tale lavoro
culturale era l'approfondimento della fede e la migliore conoscenza della
suprema Verità. Nella biblioteca di Don Didimo, custodita adesso
dai suoi allievi a Bassano del Grappa, troviamo molti commenti alle opere
di san Tommaso d'Aquino, di sant'Agostino e di sant'Anselmo, così
come Umanesimo integrale di J. Maritain (edizione del 1947), Compendio
di teologia ascetica e mistica di Tanquerey (del 1927), Thesaurus animae
di Lacordaire (edizione del 1926), e sottolineato fittamente, il libro
di Rosmini, La perfezione cristiana (pubblicato a cura di M.F. Sciacca
nel 1948); inoltre un difficile e quasi dimenticato classico della spiritualità
cristiana: Elevazioni a Dio di J. Bossuet, un libricino consumato che
il parroco bassanese continuò a leggere fino agli ultimi giorni
della sua vita.
Nelle lettere ai suoi giovani
amici ogni tanto accenna alle sue letture e cita libri che non si sono
trovati nella sua biblioteca, perché i suoi libri venivano spesso
prestati e giravano fra i ragazzi; così, ad esempio, nella circolare
del 17 aprile 1942 scrive che sta leggendo il libro di un medico sulla
Sindone e la biografia di Teresa Neumann..."
L'EREDITA'
SPIRITUALE DI DON DIDIMO
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