SCUOLA DI SUSSIDIARIETA' DEL VENETO

RASSEGNA STAMPA LOCALE

I LEZIONE - 31 MAGGIO 2003

 

Corriere del Veneto, sabato 31 maggio, p. 2, Al via la Scuola di sussidiarietà del Veneto
BASSANO DEL GRAPPA (Vicenza) - Parte la Scuola di sussidiarietà del Veneto. Oltre seicento politici e imprenditori parteciperanno al corso di formazione in quattro incontri promosso dalla Compagnia delle Opere in collaborazione con la Scuola di cultura cattolica di Bassano del Grappa. Il primo appuntamento si terrà proprio questa mattina alle 9,30 al teatro da Ponte di Bassano con la lezione del patriarca di Venezia, monsignor Angelo Scola. E per i prossimi incontri sono attesi nomi del calibro di Andrea Monorchio, Francesco Gentili, Diarmuid Martin, per chiudere con l'intervento del senatore a Vita Giulio Andreotti. "La sussidiarietà favorisce il plularismo e la partecipazione al governo dei cittadini - spiega il presidente della Compagnia delle Opere del Nord- Est - contrasta l'aspetto ideologico della politica, di cui lo statalismo oggi sembra veramente il contenuto principale, sia a destra che a sinistra".

Il Gazzettino, domenica 1 giugno, p. 14, Al primo incontro di formazione per politici ribadita la superiorità del lavoro sul capitale (E. Borsetto)
NOSTRO SERVIZIO. Rintracciare le ragioni della superiorità del lavoro sul capitale, per vincere la tentazione di considerare sorpassato uno dei principi basilari della dottrina sociale della chiesa. Erano circa 500, giunti a Bassano da tutto il Veneto, ad ascoltare ieri in sala Da Ponte le sollecitazioni di mons. Angelo Scola (nella foto): politici, pubblici amministratori, imprenditori, in gran parte aderenti a Comunione e Liberazione o alla Compagnia delle Opere (che conta oggi 25 mila aziende associate in tutta Italia). Lezione inaugurale, quella del Patriarca, del ciclo di 4 incontri della "Scuola di Sussidiarietà del Veneto", che completerà il suo ricco programma con l'ex Ragioniere generale dello Stato Andrea Monorchio e col prof. Mario Bertolissi su "L'Italia tra federalismo, centralismo, libertà di scelta", dell'Osservatore della Santa Sede all'Onu Diarmuid Martin e dell'ex senatore Giulio Andreotti sulla nuova Costituzione europea.
Proprio le polemiche sull'assenza di riferimenti, nel documento, alle radici cristiane del vecchio continente non sono rimaste estranee alla discussione di ieri: la Costituzione nasce miope, ha sottolineato Scola, se ignora la valenza profetica del Cristianesimo, "forza del futuro e non reliquia del passato". Giorgio Vittadini, leader nazionale della Fondazione per la Sussidiarietà , è andato oltre, bollando Giscard d'Estaing, presidente della Convenzione europea, come "un ignorante".
Ma altro era l'argomento della mattinata: "Valore della persona e senso del lavoro". Un tema che mons. Scola ha sviluppato muovendo da un'analisi sui cambiamenti nel rapporto fra lavoro e capitale che inducono oggi gli attori socio-economici a snobbare la dottrina sociale della chiesa. "L'economia - ha però ammonito il prelato - non esige solo l'etica, ma anche l'antropologia", da cui la necessità di rilanciare il fondamento della prevalenza del lavoro sul capitale. Un quadro valoriale, quello dipinto dal patriarca di Venezia, al quale "il governo si è rifatto studiando le misure su lavoro e stato sociale che verranno varate in settimana", ha evidenziato il sottosegretario al Welfare Maurizio Sacconi, richiamando, non caso, "la profonda fede cattolica" di Marco Biagi.
Alla prima uscita della "Scuola di Sussidiarietà " (il più importante evento dell'anno nel campo della formazione politica, secondo gli organizzatori, fra cui la bassanese Scuola di Cultura Cattolica) hanno portato il loro saluto anche alcune fra le figure preminenti del panorama istituzionale e culturale veneto, a partire dal rettore dell'Università di Verona Elio Mosele e dal governatore Giancarlo Galan. "La sussidiarietà sia non solo espressione della libera iniziativa imprenditoriale - è stato l'auspicio formulato dal presidente della giunta regionale - ma anche risposta efficace alle esigenze del cittadino".

Il Gazzettino ed. Bassano, domenica 1 giugno, p. VI, Persona, senso del lavoro e sussidiarietà (E. Borsatto)
Bassano. Riaffermare la priorità del lavoro sul capitale, per riappropriarsi di uno dei pilastri della dottrina sociale della chiesa, ben lungi dal poter essere liquidato come ammuffito e inattuale. È il messaggio lanciato ieri mattina dal patriarca di Venezia, mons. Angelo Scola, a una platea di mezzo migliaio di uditori calati a Bassano da tutta la regione, fra politici (in prima fila il "governatore" Giancarlo Galan e il sottosegretario ministeriale al Welfare Maurizio Sacconi), operatori della pubblica amministrazione, imprenditori, dirigenti d'azienda. Una sala Da Ponte gremita, per l'occasione, da personalità vicine a Comunione e Liberazione e alla Compagnia delle Opere (il braccio economico del movimento di don Giussani), richiamate al Centro Giovanile dal battesimo della "Scuola di sussidiarietà del Veneto". "Un'esperienza fondativa", l'ha definita Alberto Raffaelli, presidente della Compagnia delle Opere Nord Est, appunto perché si prefigge di esplorare il nucleo del concetto di "sussidiarietà " (il riconoscimento della gestione di funzioni e servizi primari ad aggregazioni sociali intermedie, inserite fra cittadino ed istituzioni pubbliche), con lo scopo di suggerirne al contempo delle modalità concrete di applicazione.Un evento di formazione politica (il più imponente del 2003 in regione, a detta degli organizzatori) pianificato anche con il proposito di favorire "il recupero dei valori cristiani, condizione indispensabile su cui edificare quella democrazia oggi in crisi perché priva di principi etici comuni e assimilati", ha insistito Gabriele Alessio, presidente della Scuola di Cultura Cattolica di Santa Croce, padrona di casa e co-promotrice del ciclo di incontri "per la consonanza di ideali e obiettivi" con Cl e Compagnia delle Opere. E rispondendo a chi, in privato, gli ha chiesto se affrontare simili argomenti, in questo periodo, non sia "volare un po' troppo alto", Giorgio Vittadini, presidente nazionale della Fondazione per la Sussidiarietà , ha ribattuto di non voler arrendersi a vivere "troppo in basso, al livello del mar Morto".La riflessione di mons. Scola su "Valore della persona e senso del lavoro" (titolo della lezione inaugurale di ieri) è partita da un'analisi di quei cambiamenti nel rapporto fra lavoro e capitale che, sempre più spesso, sembrano spingere i protagonisti degli scenari economici a dimenticare la dottrina sociale della chiesa: la decadenza del sistema "fabrica"; il fatto che, nel mercato globale, non si trattino direttamente uomini, ma informazioni e decisioni allocative di risorse finanziarie; l'intreccio ormai inestricabile fra dinamiche economiche e sociali. Eppure il declassamento del lavoro a mero fattore produttivo equivale a "una riduzione ideologica" di una delle dimensioni costitutive dell'esperienza umana: "Gli individui che, per procurarsi sostentamento, prestano servizio a beneficio dell'intera società, danno un contributo personalissimo al progetto provvidenziale di Dio nella storia. Che ne sarebbe dello stesso modello veneto se perdesse di vista questo orizzonte? Imploderebbe!".Il tentativo di costruire una "governance globale", secondo il prelato, è "utile e opportuno", ma a patto che venga perseguito fino in fondo: "L'economia non esige solo l'etica, ma anche l'antropologia". Ecco allora la necessità di riformulare il precetto della prevalenza del lavoro sul capitale. E, in questo sforzo, un ausilio essenziale è portato dall'aspetto educativo, ha sottolineato il patriarca lagunare, conscio di rivolgersi ai discepoli di "due geni" in tal campo, don Giussani e don Didimo Mantiero. "Un soggetto nuovo - ha concluso mons. Scola - è l'alba di una nuova civiltà: e l'Occidente, terra del tramonto, ha più che mai bisogno di una cultura dell'alba, di una nuova nascita".

Il Gazzettino ed. Bassano, domenica 1 giugno, p. VI, Il dibattito
BASSANO. (E.B.) La "Scuola di Sussidiarietà del Veneto", aperta dall'intervento di mons. Angelo Scola, ospiterà in ottobre i contributi di Andrea Monorchio (già ragioniere generale dello Stato), Francesco Gentile (preside della facoltà di Giurisprudenza dell'Università di Padova), forse anche Antonio Fazio (governatore della Banca d'Italia), per chiudere il suo ciclo di quattro incontri il 13 dicembre con una relazione di Giulio Andreotti sulla Costituzione Europea. E proprio l'assenza di richiami, nella bozza del documento, alle "radici cristiane" del vecchio continente, è stata al centro ieri di polemici commenti. Una carta "miope", l'ha definita il patriarca di Venezia, "perché non riconosce la forza propulsiva del Cristianesimo come condizione di libertà: non ci sarebbe stato Illuminismo, senza Cristianesimo". Ancor più indignato Giorgio Vittadini, leader della Fondazione per la Sussidiarietà , che ha dato esplicitamente dell'"ignorante" al presidente della Convenzione europea, Giscard d'Estaing. Il governatore Giancarlo Galan, dopo aver rimarcato la valorizzazione della capacità individuali garantita dalle politiche lavorative della Regione e del governo Berlusconi (queste ultime, poi illustrate dal sottosegretario al Welfare Maurizio Sacconi), ha auspicato che "la sussidiarietà sia sì espressione della libera iniziativa imprenditoriale, ma anche risposta efficace alle esigenze del cittadino". Non solo. "La sussidiarietà è l'obbligo, per chi appartiene alle istituzioni, di compiere un atto d'umilità - ha aggiunto l'assessore regionale Raffaele Grazia - perché non può fare tutto la politica". E, in avvio di una mattinata che ha visto prendere la parola pure il senatore della Margherita Paolo Giaretta e il prof. Elio Mosele, rettore dell'Università di Verona, il sindaco Gianpaolo Bizzotto ha portato il Bassanese come esempio di "un territorio ricco di associazioni che si affiancano agli enti pubblici nel produrre cultura".

Il Mattino di Padova, domenica 1 giugno, Lavoro e dignità dell'uomo. Valore della dottrina sociale (M. Catalani)
BASSANO DEL GRAPPA. Grande successo di partecipazione ieri a Bassano del Grappa, in occasione della prima lezione della Scuola di sussidiarietà del Veneto, organizzata dalla Compagnia delle opere di Padova in collaborazione con la scuola di cultura cattolica. Il corso si articola in quattro incontri fino al 13 dicembre. Ieri, prima lezione di eccezionale levatura, grazie all'intervento del relatore principe invitato dagli organizzatori, mons. Angelo Scola, patriarca di Venezia.
Il ciclo di conferenze propone un percorso d'approfondimento su alcune tematiche socio-politiche ed economiche attuali, rivolto in particolare ad amministratori pubblici, imprenditori e a tutti coloro che nella propria attività si confrontano quotidianamente con il problema della sussidiarietà. Un invito alla riflessione che molti, anche politici, già ieri mattina hanno colto intervenendo durante i lavori.
Giorgio Vittadini, presidente della Fondazione per la sussidiarietà, ha introdotto il tema del giorno ("Valore della persona e senso del lavoro") richiamando l'importanza del concetto di sussidiarietà elaborato dalla dottrina sociale e originato dall'esperienza di Don Luigi Giussani. "Desiderio, opere, politica: questo è l'ordine - ha ricordato Vittadini - Prima i desideri dell'uomo e l'uomo stesso, al centro, poi le opere con cui realizzare i diversi desideri ed infine la politica che queste opere deve promuovere e realizzare".
L'intervento del patriarca di Venezia mons. Angelo Scola, di straordinaria profondità, ha saputo raccordare dottrina sociale della Chiesa, scienze economiche e sociali, politica e attualità. "Personalmente credo molto nella valenza e nell'attualità della dottrina sociale della Chiesa - ha esordito il patriarca - soprattutto per l'energia di costruzione profetica che la distingue, condivisa con il cristianesimo tutto, a dispetto di teologi anche affermati che la liquidano come fenomeno ideologico vetusto. Questo quand'anche le stesse scienze economiche stanno allargando, come devono, il campo d'analisi originale per toccare livelli a loro non propri, come quello antropologico. Proprio per la capacità di raccogliere dal passato guardando al futuro, di trapiantare l'antico sul nuovo, la dottrina sociale può invece permettere di approfondire ancor più il ragionamento sul valore della persona e sul senso del lavoro, riflettendo anche su problemi economici attuali come le politiche del lavoro, del welfare, del federalismo...".
Quindi, citando le encicliche Laborem Exercens e Centesimus Annus (promulgata quest'ultima in occasione del centenario della Rerum Novarum di Leone XIII) di Giovanni Paolo II, il patriarca ha aggiunto: "Oggi dobbiamo certo chiederci se il principio fondamentale della dottrina sociale della priorità del lavoro sul capitale sia o meno ancora valido ed attuale. Nel momento in cui si riconosce anche nella sfera economica la centralità dell'uomo, dei suoi desideri, della sua sfera relazionale, ed il diverso come momento costitutivo della personalità, ci si rende conto di come il principio enunciato abbia ancora il valore originario. Il lavoro, d'altronde è ciò che ci rende uomini e ci distingue dalle altre specie animali, al pari della sfera affettiva, che dà senso alla nostra esistenza. Da qui perciò l'importanza di riscoprire anche nel ragionamento economico, attraverso la dottrina sociale, il valore dell'etica e di una nuova antropologia, intesa come ricerca sull'unità duale dell'io (anima e corpo, uomo e donna, individuo e società), per dare origine all'alba di una nuova cultura incentrata sull'uomo ha un profondo bisogno".

Il Giornale di Vicenza, domenica 1 giugno 2003, p. 23, "Desiderio, opere, politica" (M. Catalani)
Tante e importanti autorità presenti, un notevole numero di partecipanti al punto da costringere gli organizzatori a trasferire l'incontro dalla sede originariamente prevista (il cinema Grotta Azzurra) al più capiente Teatro J. Da Ponte, e, soprattutto, una prima "lezione" di eccezionale levatura, grazie in particolare all'intervento del relatore principe dell'occasione mons. Angelo Scola, patriarca di Venezia. L'esordio in città della prima Scuola di sussidiarietà del Veneto, insomma, che proprio ieri mattina ha aperto i battenti offrendo l'episodio inaugurale di un ciclo di quattro incontri che si consumeranno da qui alla iene dell'anno, non solo non ha deluso le aspettative più rosee della vigilia, ma ha saputo confermare l'ottima qualità, evidente già sulla carta, di una iniziativa culturale tanto atipica per il nostro territorio. L'istituto, infatti, voluto dalla sede padovana della Compagnia delle opere e dalla Fondazione per la sussidiarietà di Milano in collaborazione con la locale Scuola di cultura cattolica, si propone come percorso d'approfondimento su alcune tematiche socio-politiche ed economiche attuali, rivolto in particolare ad amministratori pubblici, imprenditori e a tutti coloro che nella propria attività si confrontano quotidianamente con il concetto di sussidiarietà. Un invito alla riflessione che molti già ieri mattina hanno colto, intervenendo in alcuni casi anche nel dibattito durante i lavori, a cominciare dal presidente della Regione Giancarlo Galan, al quale si sono accompagnati gli assessori regionali alle politiche dell'occupazione e della formazione Raffaele Grazia e alle politiche sociali Antonio De Poli, il senatore Paolo Giaretta, il sottosegretario al Ministero del lavoro e delle politiche sociali Maurizio Sacconi, oltre che diversi autorevoli rappresentanti del mondo accademico ed esponenti dell'imprenditoria e delle istituzioni locali al seguito del sindaco Gianpaolo Bizzotto.
Dopo i saluti e i ringraziamenti di rito dei due presidenti della Scuola di cultura cattolica Gabriele Alessio e della Compagnia delle opere Nord Est Alberto Rafiaelli, la parola è passata a Giorgio Vittadini, presidente della Fondazione per la sussidiarietà, che ha introdotto l'assemblea al tema del giorno ("Valore della persona e senso del lavoro") richiamando l'importanza del concetto di sussidiarietà elaborato dalla dottrina sociale e originato dall'esperienza di don Luigi Giussani. "Desiderio, opere, politica: questo è l'ordine - ha ricordato tra l'altro Vittadini - dal primo all'ultimo, che in un assemblea ad Assalto, nel '67, Don Giussani diede a questi tre concetti fondamentali. Prima i desideri dell'uomo e l'uomo stesso, al centro, poi le opere con cui realizzare i diversi desideri ed infine la politica che queste opere deve promuovere e realizzare. Questo il percorso vero della democrazia nonché la base del concetto di sussidiarietà." La parola, quindi, è passata a mons. Scola.

Il Giornale di Vicenza, domenica 1 giugno 2003, p. 23, "Raccogliere dal passato guardando al futuro"
Un discorso articolato, quello del patriarca di Venezia mons. Angelo Scola, di straordinaria profondità, che ha saputo raccordare dottrina sociale della Chiesa, scienze economiche e sociali, politica e attualità, senza risparmiare alcune puntate filosofiche. "Personalmente credo molto nella valenza e nell'attualità della dottrina sociale della Chiesa - ha esordito - soprattutto per l'energia di costruzione profetica chela distingue, condivisa con il cristianesimo tutto, a dispetto di teologici anche affermati che la liquidano invero come fenomeno ideologico vetusto. Questo quand'anche le stesse scienze economiche stanno allargando, come devono, il campo d'analisi originale per toccare livelli a loro non propri come quello ontologico ed antropologico, consapevoli del loro valore. Proprio per la capacità di raccogliere dal passato guardando al futuro, di trapiantare l'antico sul nuovo, la dottrina sociale può invece permettere di approfondire ancor più il ragionamento sul 'valore della persona e sul senso del lavoro', permettendo una riflessione anche su problemi economici attuali come le politiche del lavoro, del welfare, del federalismo etc...". Quindi, citandole encicliche "Laborem Exercens" e "Centesimus Annus" (promulgata quest'ultima in occasione del centenario della "Rerum Novarum" di Leone XIII) di Giovanni Paolo II ha continuato (in sintesi): "Oggi dobbiamo certo chiederci se il principio fondamentale della dottrina sociale della priorità del lavoro sul capitale sia o meno ancora valido ed attuale. Nel momento in cui si riconosce anche nella sfera economica la centralità dell'uomo, dei suoi desideri, della sua sfera relazionale, del rapporto con l'alterità ed il diverso come momento costitutivo della personalità, ci si rende conto di come il principio enunciato abbia ancora il valore originario: il lavoro, d'altronde è ciò che ci rende uomini e ci distingue dalle altre specie animali, al pari della sfera affettiva, che dà senso alla nostra esistenza. Da qui perciò l'importanza di riscoprire anche nel ragionamento economico, attraverso la dottrina sociale (che media tra desideri, interessi ed esigenze morali), il valore dell'etica e di una nuova antropologia, intesa come ricerca sull'"unità duale dell'io" (anima e corpo, uomo e donna, individuo e società), per dare origine all'alba di una nuova cultura incentrata sull'uomo e sul suo porsi nel mondo. Ciò di cui, citando Steiner, l'Occidente, terra del tramonto, ha un profondo bisogno".