Rassegna articoli del 16 novembre da "Il Gazzettino"

Chi è scelto per governare fa parte di un'aristocrazia.

Bassano
NOSTRO INVIATO

Chi è scelto per governare fa parte di una "aristocrazia", ma non è un unto dal Signore e nemmeno solo un membro di una "classe detentrice della ricchezza". È un uomo che deve impegnarsi e lavorare secondo etica e "con spirito di servizio perché chi è scelto per una funzione pubblica deve esserlo in base alle capacità e alle doti morali" per non precipitare di nuovo nella corruzione anni '90.
Il governatore della Banca d'Italia Antonio Fazio cita Giovanni Paolo II e sceglie la Scuola di Cultura Cattolica di Bassano del Grappa per lanciare un monito a chi opera nelle istituzioni e nel mercato, agli imprenditori e ai potenti. "L'etica non viene dopo che ha operato il mercato, ma è parte costituente del suo funzionamento - scandisce il governatore ritirando il Premio Internazionale alla Cultura Cattolica - la concorrenza genera progresso, ma se al fine di prevalere si danneggiano i concorrenti con l'impiego di informazioni scorrette o anche con il ricorso alla corruzione, come negli anni '90, la competizione produce solo involuzione. Solo la verità è la base della nostra vita sociale". Parole che arrivano come frustate dopo gli scandali che hanno squassato il santuario della finanza mondiale Wall Street e i crack che hanno minato la fiducia dei risparmiatori italiani come quello della Cirio. Ma anche che arrivano dopo le polemiche che hanno avuto come protagonisti Fazio e il ministro dell'economia Tremonti sulla sorvegliando del mondo bancario.
Il governatore si sente sotto assedio. Dopo i blitz di Striscia i giornalisti sono tabù. Nessuna dichiarazione fuori ordinanza, niente domande sui temi d'attualità tipo crescita economica o problemi dello sviluppo. In un clima di commozione per gli ultimi attentati - "Dobbiamo anche a questi Caduti per la Patria una riflessione sul ruolo dell'Onu e delle istituzioni internazionali sui modi più stringenti per affermare la pace", le parole di Fazio , che ha anche ricordato il padre che sul Grappa combattè nella I guerra mondiale - il governatore ha parlato d'Italia solo alla lontana, scegliendo di volare alto sulle polemiche senza rinunciare a dettare la sua filosofia, costruita in decine di anni di servizio in Banca centrale e in libri dove ha approfondito il senso dell'economia coniugandolo con la solidarietà. Una quadratura del cerchio difficile, che lui ha cercato di trovare studiando a fondo S. Tommaso d'Aquino, ma anche il "grandissimo esponente del pensiero liberale" Luigi Einaudi (suo predecessore in Banca d'Italia), passando per Adam Smith a Keynes, citando uno studioso italiano poco conosciuto del XVIII secolo come Antonio Genovesi, che "primo, fra tutti i paesi civili, ha tenuto un corso di economia politica teorizzando l'esigenza di una politica economica volta a promuovere il massimo benessere per il maggior numero di cittadini".
Sta qui il rovello del cattolico della finanza che ogni giorno deve fare i conti con un mercato ben poco governato da una buona mano invisibile. Serve dunque un nuovo umanesimo, perché il Pil non è tutto. "Il reddito di un'economia - avverte il governatore - concorre a definire il benessere generale. Altri parametri, che assumono oggi un rilievo crescente, danno la misura della qualità della vita, come la sicurezza e la salute, la cultura". E in tema di cultura, il Governatore fa riferimento all'insegnamento cristiano nel contesto occidentale: "Riconoscere anche in importanti atti costituenti in corso di elaborazione il valore fondativo che ha avuto il messaggio cristiano non è cedimento a posizioni di parte considerata l'universalità dei suoi principi".
Sconfitto il comunismo e il suo falso egualitarismo, c'è da battere l'individualismo e il capitalismo a tutti i costi.
Maurizio Crema

 

PREMIO CULTURA CATTOLICA

Antonio Fazio, il Governatore della Banca d'Italia, al Graziani, invita a mettere al primo posto il valore della persona"Dare lavoro è un imperativo etico"
L'economista polacca Hanna Gronkiewicz-Waltz: "La nuova Europa non può ignorare le sue radici cristiane"

Bassano

Bassano? "Una città splendida, animata da gente molto accogliente". Queste le ultime battute, passeggiando tra le piazze con il sindaco Gianpaolo Bizzotto e Gabriele Alessio, presidente della Scuola di Cultura Cattolica, del Governatore della Banca d'Italia, Antonio Fazio , nella sua intensa giornata tutta bassanese. "Ero stato in città anche in passato, una trentina di anni fa. È rimasta una realtà ricca di cordialità".Il dott. Fazio , è parso molto a suo agio, quando è stato accompagnato dopo pranzo in un ideale itinerario partito da viale dei Martiri, fino al Castello, in terraglio, al Duomo vecchio, poi giù sul Ponte degli Alpini prima di rientrare in centro. Ha ricordato il padre Eugenio, i suoi trascorsi di combattente nella Grande guerra sul Grappa, il suo eroismo (è stato insignito di medaglia d'oro al valore militare). In mattinata all'auditorium del Graziani, davanti ad una platea di più di 500 persone, il Governatore di BankItalia era stato insignito del Premio Internazionale al merito della Cultura Cattolica. Con il dott. Fazio è stata premiata anche l'economista polacca Hanna Gronkiewicz-Waltz. È toccato al prof. Gianfranco Morra, presidente della Giuria che assegna il Premio, aprire la manifestazione, riportando i messaggi di apprezzamento giunti da Giovanni Paolo II, dal Presidente della Repubblica Ciampi, dal presidente del Senato Pera, dal "Governatore" del veneto Galan e dal Vescovo di Vicenza Nonis. È stato lo stesso Morra, in seguito, a proporre un minuto di silenzio (voluto e richiesto nei giorni scorsi anche dal Governatore), per onorare la morte delle vittime italiane nell'attentato a Nassiriya.
"Bassano, "cuore economico del Nordest" è onorata di dare il benvenuto ad ospiti così importanti". Così il sindaco Bizzotto ha aperto il suo intervento. "La loro testimonianza - ha aggiunto - è preziosa per tutti gli "uomini di buona volontà". Pace, economia, tolleranza sono problemi attuali che esigono risposte concrete, e i due premiati dimostrano oggi come si possa dare una risposta sensata a questi interrogativi". Bizzotto, facendo sue le parole che il Pontefice utilizzò in occasione di un suo discorso all'Assemblea Generale dell'Onu, ha concluso: "La cultura è ciò che può rendere l'uomo ancora più uomo". Sul palco, tra gli invitati, c'era anche Raffaello Vignali, presidente della Compagnia delle Opere (nata dal movimento di Comunione e Liberazione). "Non si può non avvertire una sintonia di affetto con la Scuola di Cultura Cattolica - ha esordito Vignali -, tanto più se questa affinità ha dato vita alla Scuola di Sussidiarietà, uno dei principali momenti di formazione politica del Nordest", che il 13 dicembre avrà come ospite, ancora a Bassano, il senatore Giulio Andreotti. "Un premio - definito - necessario e attualissimo", richiamandosi alla "perdita di memoria dell'Europa. "Un Premio che si distingue per la sua chiara connotazione e che sa esprimere la cultura cattolica in modo trasparente in tutti i campi della ricerca e dell'esperienza umana", anche per mons. Bernard Ardura, segretario del Pontificio Consiglio della Cultura. Un premio riservato quest'anno, appropriatamente, a chi interpreta l'economia con "attenzione all'uomo e alle sue esigenze per raggiungere il bene comune, e non orientarsi esclusivamente al profitto".
Tra i due premiati è stata la dott.ssa Gronkiewicz-Waltz a prendere la parola per prima. "Negli anni Ottanta, sotto il regime comunista, essere cattolici significava mettere a repentaglio la propria vita professionale - ha ricordato l'economista - e nessuno poteva immaginare il crollo del muro di Berlino e la caduta dei regimi dell'Est". La dott.ssa Gronkiewicz, il cui contributo è stato essenziale per l'entrata della Polonia nel contesto istituzionale europeo, ha auspicato un ruolo importante per il suo Paese nel riportare in Europa i valori cristiani, nonostante l'incalzare della secolarizzazione. E ha esortato a non perdere la speranza.
A.M.

FATTI & RIFATTI
"SPERARE AL DI Là DI OGNI SPERANZA"

di GIANDOMENICO CORTESE

Uno scatto d'orgoglio, una lezione di vita, una testimonianza di non comune spessore. Ieri mattina, all'auditorium del Graziani, per la consegna del 21. Premio alla Cultura Cattolica, l'intera città di Bassano ha ottenuto il riconoscimento internazionale della sua specificità, della capacità - ottenuta grazie all'impegno molteplice di tante sue organizzazioni volontaristiche, anche confessionali - di essere canale privilegiato per guardare oltre i confini, per essere "scuola" di solidarietà, di dedizione ad una idea.Una economista polacca di grande determinatezza ha portato esempi per cui è ancora possibile "sperare al di là di ogni speranza, quando si è fermi nella propria fede", quando non si teme di richiamarsi alle comuni radici, anche quando si è minoranza, per contribuire fattivamente alla costruzione di un mondo migliore. Ed ha indicato senza metafore il valore dell'"unione delle solidarietà".
Il Governatore della Banca d'Italia, Antonio Fazio , da parte sua, non dimenticando che stava rivolgendosi ad una platea di uomini che contano nel ricco Nordest, ha insistito nell'affermare che non possiamo convertire tutto in merce e guadagno. Non è accettabile un riferimento di ogni e qualsiasi aspetto della vita sociale all'economia e al mercato. Promuovere la crescita, creare le condizioni perchè si sviluppi la competitività, dare lavoro, è una risposta ad un imperativo etico. La misura della qualità della vita - per Fazio - è data dal reddito di una economia ma anche da parametri quali la sicurezza, la salute e la cultura, quelli che riconoscono la centralità della persona, della giustizia, della pace, valori fondanti di una società.
Il Governatore parlava di etica nell'economia, di giustizia, di visione unitaria dell'uomo: elementi di una antropologia che riafferma un nuovo umanesimo. Sono temi di cui Bassano ricerca sempre più spesso i termini giusti, di cui la città e le sue istituzioni sanno studiare i risvolti pratici.
"Occorre un pensiero forte, ma anche flessibile, aperto, in grado di comprendere, riconducendole a unità, le mutevoli e contingenti situazioni", ha concluso il Governatore.
Il tempo non concede più tregue, aveva riconosciuto lo stesso sindaco Gianpaolo Bizzotto. Bisogna ricominciare dalle piccole cose, pure in questa città.
Pensare è una cosa molto complicata: si tratta di afferrare tante idee, metterle insieme e farle combaciare il meglio possibile. Poi occorre agire. Contano i fatti, nella storia dell'uomo, soprattutto dell'homo oeconomicus.
L'amicizia civile, la coesione della società, proiettata verso ambiziosi traguardi, può essere costruita partendo proprio da qui.