La giuria del “Premio Internazionale Medaglia d’Oro al merito della Cultura Cattolica” composta dal Prof. Gianfranco Morra, Presidente, Prof Sergio Belardinelli, Avv. Sergio Martinelli, Prof. Onorato Grassi, Dott. Vittorio Messori, Prof.ssa Emilia Smurro, ha assegnato il premio per l’anno 2004 a

  CESARE CAVALLERI

  con la seguente motivazione:

  Cesare Cavalleri ha compiuto i suoi studi nell'Università Cattolica di Milano, dove si è laureato in Economia. Si è poi diplomato in Sociologia presso l'Istituto Luigi Sturzo di Roma. Ha insegnato a diverso titolo nelle Università di Verona, Milano (Cattolica) e Genova. Negli anni universitari è entrato nell'Opus Dei come numerario.

I campi più battuti della sua attività culturale, mai disgiunta dai valori cristiani, sono stati il giornalismo di costume, la critica letteraria e l'analisi dei mass media. Ha collaborato a numerosi giornali e riviste, soprattutto al quotidiano cattolico “Avvenire” sin dalla fondazione, come critico televisivo e come osservatore culturale. Le prose di figure e di intervento, comparse nella rubrica “Persone & parole”, sono state conservate in tre volumi antologici. I contributi della sua critica letteraria, sempre attenta alle novità della letteratura contemporanea, sono stati raccolti nel volume “Letture”. E numerosi nuovi autori di poesie e saggistica egli ha fatto conoscere alla cultura italiana.

Ma forse l'opera più fertile e positiva di Cavalleri va ricercata nella sua organizzazione della cultura cattolica. Ben presto direttore della rivista mensile “Studi cattolici”, che sta per raggiungere senza interruzioni e con regolarissime scadenze il mezzo secolo di vita, Cavalleri ha svolto con efficacia una continua opera di organizzatore di seminari e convegni.

Dal 1965 ha diretto le Edizioni Ares, note per la loro serietà anticonformistica e per la coraggiosa opera di presenza, promozione e difesa della autentica cultura cattolica. Una rivista e una editrice largamente aperte alle novità moderne, ma sempre sulla base di una identità religiosa mai posta in  discussione. Ciò ha consentito al Cavalleri di porre la sua attività culturale al di sopra delle banali e interessate contrapposizioni tra modernisti e tradizionalisti, tra conciliari e anticonciliari, per non dire della fuorviante dicotomia tra cultura "di destra" e "di sinistra", assumendo come esempio il pater familias di Matteo, 13, 52: “che estrae dal suo tesoro cose nuove e cose antiche”.

La cultura cattolica di Cavalleri è quella che, sulla base di una sintesi di "Fides et ratio", non si è mai posta al rimorchio della modernità, ma ha saputo coglierne le attese e i fermenti per condurla alla riscoperta di una dimensione di verità e di speranza. Il tutto nel senso dell'imperativo indicato da Giovanni Paolo II con le parole: “fare della fede cultura”.