09/02/2003

PATERNITA' E MATERNITA' RESPONSABILE

Relatore: don Paolo Baldo

- La esatta definizione di procreazione responsabile

Può sembrare un concetto molto specifico, e così è. Ma per poterlo definire occorre richiamare tutta una serie di concetti morali qui per ragioni di tempo dovremmo solo accennare. Svilupperò il discorso in punti: 1. Il principio fondamentale di tutta l'etica sessuale; 2. Il principio fondamentale di etica coniugale; 3. L'esatto concetto di procreazione responsabile; 4. Come si attua la procreazione responsabile;

ll principio fondamentale dì tutta l'etica sessuale

Per "principio fondamentale" intendiamo un'affermazione' di portata generale che determina i confini entro i quali deve porsi ogni comportamento sessuale coinvolgente la genitalità per dirsi eticamente buono e corretto. Se questo principio non viene osservato e rispettato, un comportamento sessuale e senz'altro da ritenersi "moralmente" disonesto.

• Per secoli l'unico valore attribuito alla sessualità era quello procreativo. Sessualità come luogo per trasmettere la vita.

• Riscoprendo la sessualità come dimensione della persona si è iniziato a valorizzarla come strumento di relazionalità, ed in particolare come linguaggio che serve ad esprimere l'amore.

• Se la sessualità è una forma di linguaggio, la sua valutazione etica non può che essere speculare a quella usata per definire la bontà di ogni forma di linguaggio: questo per essere buono deve essere vero, deve cioè esprimere verità. Viceversa un linguaggio sarà malvagio se comunica cose false. Ecco allora il principio fondamentale dell'etica sessuale: l'esercizio della sessualità genitale è lecito "ossia vero" solo all'interno del matrimonio. La sessualità genitale rispetta e sviluppa i suoi valori propri solo quando viene vissuta tra un uomo ed una donna che hanno sancito il loro amore in un patto che li stabilisce in una piena, fedele e definitiva comunione di vita.

Il principio generale dell'etica coniugale

Se il retto esercizio della sessualità genitale necessita dello stato matrimoniale, ciò significa che fra due sposi ogni comportamento sessuale è lecito? Naturalmente no!!!! Partiamo sempre dalla definizione della sessualità come linguaggio. Esiste un atto sessuale, non a caso chiamato atto coniugale che ha la capacità di esprimere la donazione totale degli sposi. In questo atto vengono racchiusi due valori di enorme ed eguale importanza: esprimere l'amore tra gli sposi e porre le condizioni per l'intervento creativo di Dio volto a generare una nuova persona umana. Questi due valori vengono definiti usando la categoria di significato. Esistono dunque nell'atto coniugale due significati: un significato unitivo ed un significato procreativo. Il principio fondamentale dell'etica sessuale-coniugale afferma che questi due significati sono inscindibili e, per questo motivo, ogni atto sessuale coniugale deve rimanere aperto alla trasmissione della vita. Il principio di inscindibilità afferma che senza apertura alla vita non sussiste vera donazione interpersonale e dall'altra parte, non può essere ricercata la procreazione se non come frutto di una autentica relazione di amore sponsale. Perché questa inscindibilità? Perché l'atto coniugale deve per essere vero esprimere e riflettere la struttura essenziale del matrimonio comunione d'amore ed apertura alla vita.

L'esatto concetto di procreazione responsabile

Se l'uomo possiede, per dono di Dio la possibilità di trasmettere la vita e di generare altre persone come deve usare tale potenzialità?? Il criterio morale è chiamato procreazione responsabile. Soffermiamoci su ciascuno dei due termini:

a) Procreazione

La parola procreazione non è assolutamente sinonimo di procreazione, come invece molti vorrebbero. Tra questi due vocaboli passa un enorme differenza nel considerare l'entità profonda dell'essere umano. Riproduzione fa riferimento all'entità genetica che viene riprodotta in modo meccanico attraverso l'unione di nastri di informazioni. Ma l'essere riprodotta è solo un'esemplare della specie "uomo" o forse qualcosa di più? Una persona che ha sì in comune tante cose della specie umana, ma possiede anche un'originalità improducibile, una singolarità che lo fa essere unico ed irripetibile? Ma qui si affaccia all'orizzonte una seconda domanda: in che modo devono incontrarsi i due nastri informatici che danno origine ad una persona? E' indifferente che questo incontro avvenga mediante un'unione interpersonale o in un laboratorio dove si isola l'aspetto biomedico del processo generativo? Quando l'uomo viene ridotto ad un oggetto, diviene razionalmente sostenibile la sua riproduzione meccanica, esattamente come l'uomo produce tutti gli oggetti che gli servono per vivere. Più si perde la specificità e la grandezza dell'uomo più si giustificano procedimenti artificiali per la sua riproduzione.

Tutti coloro che, per svariati interessi, vogliono introdurre negli ordinamenti giuridici la possibilità di ricorrere alle diverse tecniche di riproduzione umana artificiale non tollerano il termine procreazione e tendono a sostituirlo con riproduzione. Procreazione evoca un mistero, che rende l'uomo trascendente rispetto ai suoi componenti bio-genetici, e soprattutto, chiama in causa un Creatore, attribuendo una certa qual sacralità al processo generativo e a soggetto che né è il frutto. Procreazione ridimensiona l'attività umana che può solo porre le condizione per il sorgere di una vita, ma non è in grado di far essere ciò che ancora non è. Procreazione significa collaborazione ad un'attività che supera l'uomo ed è indipendente da lui. Procreazione ricorda a tutti che all'origine di una persona umana c'è un atto creativo di Dio, che fa essere qualcuno e non qualcosa. Ciò non può verificarsi senza che Dio lo voglia. Ciò riscatta l'atto coniugale da qualsiasi tendenza a squalificarlo o degradarlo a pura pulsione istintuale. Al contrario, l'atto sessuale è il luogo deputato ad accogliere l'atto divino della creazione, una autentica cooperazione umana all'attività divina.

b) Responsabile

Parlare di responsabilità vuoi dire parlare di libertà. Essere responsabili significa essere l'autore di un'azione, compiuta nel pieno possesso delle nostre capacità. Quindi responsabilità indica un certo modo di rapportare una nostra azione a noi stessi (responsabilità soggettiva). Ma la responsabilità morale non si limita a questa dimensione soggettiva. Quando si esercita la responsabilità, questa è sempre riferita ad un oggetto di cui si è responsabili (responsabilità oggettiva). Ma c'è nel concetto di responsabilità anche una dimensione relazionale: si "risponde" a qualcuno del nostro modo di agire. Se parliamo di procreazione responsabile vuoi dire che affermiamo che gli sposi sono autori di un atto mediante il quale essi divengono responsabili di "qualche cosa" e questo stesso atto li mette in relazione con altre persone.

Cosa è questo "qualche cosa" di cui l'atto procreativo rende gli sposi corresponsabili? E' la capacità di collaborare con l'opera creativa di Dio, capacità che si può esprimere nella congiunzione sessuale e che, per questo possiede una preziosità morale enorme. Ogni volta che un atto coniugale è in grado di con-creare una persona (atto potenzialmente fecondo), non si può impedire tale potenzialità (contraccezione). L'atto creativo di Dio è sempre un atto di amore: se l'uomo è chiamato a collaborare a con-creare con Dio, non può farlo se non attraverso un atto di amore. Questo spiega perché lo stesso atto che esprime la mutua donazione degli sposi è quello deputato alla con-creazione. Abbiamo detto che c'è un aspetto relazionale nella responsabilità.

Verso chi sono responsabili i coniugi nella loro vita sessuale? Anzitutto verso DIO!!!! E' Dio che ha concesso loro il dono della sessualità e la connessa potenzialità procreativa. Esistono due modi irresponsabili di fronte a DIO:

- Innanzitutto riferito alla paternità/maternità - Contraccezione

- Ci si ritiene padroni della vita e non suoi servitori - Si esclude Dio dalla propria vita coniugale

C'è anche una responsabilità verso la persona umana che potenzialmente può essere generata. Questa responsabilità impone di darle origine (o di porre le condizione per le sue origini) Solo a precise condizioni proporzionate alla sua dignità personale.

Dopo aver detto cos'è la procreazione responsabile, dobbiamo ora analizzare come una coppia di sposi deve esercitare concretamente questa responsabilità Distinguiamo due livelli fondamentali:

- livello deliberativo. E' l'insieme di riflessioni e valutazione che in una coppia di sposi fondano e giustificano un preciso progetto di fecondità.

- livello esecutivo. La scelta delle modalità di comportamento sessuale capace di attuare il progetto stabilito. Sul primo vorrei dire che procreazione responsabile non è assolutamente sinonimo di "pochi figli". Non ci possono essere regole generali, perché deve essere il discernimento di coppia a decidere se e quando dar origine a un processo procreativo. Solo motivi "seri" debbono impedire una nuova procreazione.

Politica per la famiglia che favorisce la procreazione. Sul secondo livello chiariamo che i problemi morali si pongono solo qualora si è convenuto che non sia bene generare nuovi figli. (cfr. Enciclica Humanae Vitae per rispondere a questo problema. Risposta è la continenza periodica).

Contraccezione e continenza periodica a confronto

Le differenze tra contraccezione e continenza periodica sul piano morale continuano però ad essere non percepite da molte persone. Per renderle più evidenti può essere utile raccogliere sinteticamente, in una specie di prospetto sinottico, almeno le principali. Nel prospetto che segue si troverà qualche elemento nuovo, cioè non accennato nell'esposizione precedente, ma si tratta di affermazioni che non hanno bisogno di dimostrazioni, data la loro evidenza.

La continenza periodica

1. Mantiene sempre nella sua piena verità l'atto coniugale come espressione autentica dell'amore coniugale.

2. Esige una buona conoscenza della sessualità e della dinamica dell'atto sessuale, elemento indispensabile per un comportamento sessuale responsabile.

3.Esige una solida padronanza di sé e la sviluppa ulteriormente estendendola a uno dei settori più difficilmente padroneggiabili.

4. Conseguentemente rende autentico il dono di sé, quindi anche l'amore coniugale che lo detta, e ciò anche nelle sue espressioni sessuali.

5. Esige e sviluppa uno stile di corresponsabilità e di impegno condiviso dei due coniugi anche nella sfera più ultima della loro vita a due.

6. Perciò .rende più profonda l'unità dei due, in una vera condivisione della rinuncia e della gioia.

7. È conseguente a un'antropologia e a un mondo di valori degno dell'uomo.

8. Implica il riconoscimento di Dio come Autore primo di ogni vita umana e del proprio ruolo di suoi collaboratori nella procreazione.

La contraccezione:

1. Falsifica l'espressione più propria dell'amore coniugale cancellandone i caratteri essenziali di totalità del dono di sé e di tensione verso la fecondità.

2. Non richiede né sollecita alcuna conoscenza della sessualità e, sotto questo aspetto è deresponsabilizzante.

3. Non esige alcuna padronanza di sé, favorisce anzi il predominio delle forze istintive nella persona e nella coppia.

4. Conseguentemente rende molto dubbia l'autenticità del dono di sé e facilita il capovolgimento in egoismo dell'amore, e il corrompersi delle sue espressioni sessuali in un egoismo a due, dove l'uno è per l'altro soltanto, o principalmente, mezzo per il proprio egoistico piacere.

5. Addossa ogni impegno su uno solo dei due, preferenzialmente sulla donna, con conseguenti rischi e danni, disimpegnando completamente il partner.

6. Perciò costituisce un fattore di disunione tra i due. 7. È congeniale a un'antropologia e a un mondo di pseudo-valori lesivi della vera dignità dell'uomo.

8. Implica il rifiuto di riconoscersi collaboratori di Dio, e la pretesa di farsi arbitri e padroni assoluti del sorgere di una nuova vita umana.