Da "Il Gazzettino", Mercoledì 9 giugno 2004 


CULTURA CATTOLICA 
Mons. Cordes: «Recuperare la figura del padre» 


Bassano


"Ci sono stati spostamenti di portata mondiale nel rapporto tra i sessi: tutto quello che finora abbiamo ritenuto vero, deve essere rivisto". È l'affermazione che mons. Paul Josef Cordes, invitato dalla Scuola di Cultura Cattolica, ha utilizzato come premessa nella conferenza che ha tenuto lunedì sera di fronte alla platea dell'hotel Palladio. Al centro del dibattito c'era la figura del padre, un modello che, come testimoniato in numerose pubblicazioni specialistiche, sta da tempo risentendo di una crisi assai pesante. Mons. Cordes, che su questo tema ha scritto un libro, "L'eclissi del padre. Un grido", ha compiuto un'analisi dettagliata della situazione psicologica e sociale dell'uomo: "sembra che gli uomini siano poco inclini a riflettere sulla propria situazione e su se stessi". Il problema di partenza è, secondo Cordes, che nel tempo si sono verificati dei veri e propri "spostamenti antropologici": si è affermato l'ideale di un "nuovo uomo", un uomo "dolce e sensibile" e sostanzialmente meno fiero della propria identità maschile. Il quadro, convalidato anche da ricerche empiriche, è quello di una "relativizzazione dei confini tradizionali dei sessi" che preclude ai ragazzi il confronto con l'identità maschile. "Essi diventano padri sbagliati - ha spiegato Cordes - perché non hanno a loro volta avuto un padre esemplare. Solo se i ragazzi si scontrano con l'identità maschile e con un padre esemplare, non diventeranno a loro volta padri sbagliati", dal momento che "né le madri né le donne possono sostituire il padre". La conseguenza è una regressione allo stato della "asessualità e della facoltà sessuale". Ma bisogna considerare che non si è uomo senza essere maschio o femmina, "sia nell'essere e sia nel tempo siamo l'uno o l'altra".

A ciò si deve aggiungere che gli Stati producono leggi dimostrando di aver assorbito il modello dell'"uomo nuovo": "la nuova immagine dell'identità maschile ha provveduto a far sì che sia sempre più la madre a fungere da persona di riferimento per i figli". Non si considera più la patria potestà, il padre e la madre hanno la stessa posizione, il concetto di procreazione viene sradicato da qualsiasi contesto matrimoniale e genitoriale. Nel tentativo di ridare al padre il suo vero ruolo, mons. Cordes ha chiamato in causa anche il Papa, che nelle sue pubblicazioni ha più volte sviluppato la sua concezione di un'antropologia cristiana: "l'uomo non può ritrovarsi pienamente se non attraverso un dono sincero di sé". Il legame tra il padre e il figlio è quindi stretto dalla natura, possiede un'intrinseca solidità, "il padre riconosce in quegli che deriva da lui la propria vita", ma è un legame che si può indebolire. Per questo, sull'esempio di Abramo, che su ordine divino avrebbe sacrificato il figlio, "per il credente soltanto Dio può essere la carta su cui tutto puntare. La paternità deve perciò maturare fino al punto di essere capaci di affidare a Dio l'essere amato, anche se tale affidamento può costare il proprio figlio in quanto tale. Così, di fronte al figlio, Dio entra in gioco in riferimento al padre. E il padre, provocato a darsi al figlio, si scopre figlio lui stesso".

Andrea Mariotto