PAPA BENEDETTO XVI

La stampa locale e la città di Bassano

 

Il Gazzettino, 21 aprile 2005

IL NUOVO PAPA E IL LEGAME CON LA CITTÀ Joseph Ratzinger più volte nel Bassanese e in Altopiano. I suoi legami con la cultura cimbra e il Comune dei Giovani
UN'AMICIZIA NATA NEL SEGNO PROFONDO DELL'UMILTÀ 
La prefazione del futuro pontefice a una biografia di don Didimo Mantiero, parroco di Santa Croce, e la citazione del sacerdote in altri suoi scritti

C'è contentezza, negli ambienti dell'associazionismo cattolico bassanese, per la chiamata al soglio pontificio del cardinale Joseph Ratzinger. Per alcuni il prelato bavarese è un amico. Papa Ratzinger ha visto più di una volta le pendici del Grappa e più volte ha calcato i sentieri dell'Altopiano. La prima occasione che lo portò a Bassano fu l'11 marzo del 1989. Se lo ricorda bene Giovanni Scalco, che allora presidente della Scuola di Cultura Cattolica lo aveva invitato per una conferenza su "Che cosa significa credere". Il giorno dopo la conferenza, ricorda Scalco, "andammo a camminare in montagna e ci fermammo a pranzo nella malga di Vallerana". Una circostanza che visse anche un giovane che sarebbe poi diventato il sindaco di Bassano, Gianpaolo Bizzotto. "Per me fu un grande piacere e oggi lo è ancora di più", dice Bizzotto. "Non posso non essere contento per la sua elezione - continua - e a questa contentezza si unisce l'onore di averlo conosciuto di persona". "Ho avuto subito l'impressione di essere di fronte a un grande uomo che sapeva dialogare con tutti". E poi, aggiunge con un pizzico di soddisfazione da primo cittadino, "adesso potremo dire che un Papa è passato pure per una malga comunale". Da quel primo incontro nacque un'amicizia profonda con le realtà fondate da don Didimo Mantiero nella parrocchia di Santa Croce (oltre alla Scuola di Cultura Cattolica, anche il Comune dei Giovani e l'associazione ecclesiale "La Dieci"). 
Un sodalizio che si sarebbe concretizzato qualche anno dopo, nel 1992, quando a Ratzinger venne assegnato il Premio della Cultura Cattolica. "Quella volta - ricorda ancora Scalco - il Premio divenne internazionale, perché Ratzinger fu il primo assegnatario non italiano". Nella pergamena che gli venne consegnata come riconoscimento, racconta Scalco, "il cardinale chiese di rappresentare, oltre al suo stemma cardinalizio e quello della Baviera, le immagini di S. Francesco, S. Agostino, S. Tommaso, i santi Cirillo e Metodio e S. Benedetto", dal quale avrebbe poi preso il nome da Pontefice. Nel 1995, poi, venne dato alle stampe dall'editrice San Paolo il libro "La Dieci di don Didimo Mantiero", scritto dalla studiosa polacca Ludmila Grygiel. La prefazione del volume venne firmata dal Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede. Già su quelle pagine Ratzinger ricordava "la figura umile" del sacerdote bassanese. Se ne ricorderà anche nel 2004, quando, nel suo libro "La comunione nella Chiesa" parlerà di don Mantiero come di "uno dei più umili e, nella sua umiltà, tra i più grandi parroci del nostro secolo".
Andrea Mariotto

 

Il Giornale di Vicenza, 21 aprile 2005


Il sindaco scrive a Benedetto XVI
"BASSANO È PRONTA AD ACCOGLIERLO ANCHE COME PAPA"
Joseph Ratzinger più volte in città ospite della Scuola cultura cattolica

di Raffaella Forin

"Un grande uomo di fede e di cultura, che saprà essere all'altezza del suo compito, perché ha mille risorse e soprattutto riesce a rapportarsi e a dialogare con tutti". Parla con convinzione e non sulla scia di sensazioni il sindaco Gianpaolo Bizzotto. Una sicurezza che gli deriva dai ripetuti incontri e confronti avuti con il cardinale Joseph Ratzinger, dall'altro ieri papa Benedetto XVI.
La prima volta fu nell'ottobre del 1992 in occasione dell'assegnazione al porporato tedesco del Premio internazionale Cultura Cattolica promosso dall'omonima scuola, nella quale si è formato anche il primo cittadino. La cerimonia contribuì a stringere un legame tra Bassano e il futuro santo padre rafforzatosi nel tempo.
"Allora rimase in città due giorni - afferma Bizzotto che all'epoca era assessore ai lavori pubblici -, ma in seguito, sulla strada di ritorno in Baviera, più volte il nuovo Pontefice fece tappa in città; per consumare un pranzo veloce o per salutare qualche amico".
Sono diverse, quindi, le occasioni in cui il sindaco ha incontrato il successore di Giovanni Paolo II. Quella che lo ha colpito di più si riferisce ad una piacevole escursione a Rubbio, l'indomani della consegna del Premio. "È un uomo che ama profondamente la natura - riferisce Bizzotto - e in particolare l'ambiente montano. Eravamo in dodici-tredici persone e, camminando assieme, conversammo di religione, di politica, dei problemi del mondo, vorrei dire come si fa tra vecchi amici ma oggi mi sembra quasi irriverente visto che stiamo parlando del Papa. Poi, nella malga di Vallerana, Ratzinger e il suo segretario Clemens mangiarono con noi, in una modestissima cucina, quello che prepararono le nostre mogli".
L'ultimo incontro tra il Papa e il sindaco risale al 2002. Si verificò a Roma durante la Giornata dei movimenti. "Il santo padre si ricorda di Bassano - continua il primo cittadino - è una realtà che conosce bene. Ha anche scritto l'introduzione del libro "Le Dieci" dedicato a don Didimo Mantiero che prestò servizio pastorale nella parrocchia di Santa Croce fondando il Comune dei giovani".
È quindi con una punta di orgoglio che la comunità bassanese ha accolto la notizia della nomina del nuovo pontefice. "Sono certo che con le sue straordinarie qualità morali e intellettuali sarà una guida sicura, un punto di riferimento importante per i cattolici di tutto il mondo - conclude Bizzotto -; a nome della città, gli sto scrivendo una lettera per le congratulazioni; nella stessa gli farò sapere che Bassano è pronta ad accoglierlo anche come papa". 
Mons. Renato Tomasi, arciprete abate di Santa Maria in Colle non ha mai conosciuto personalmente papa Benedetto XVI. "Il suo nome era fra quelli che circolavano con maggiore insistenza alla vigilia del Conclave - dice -; credo siano fuori luogo commenti sul porporato e inutili i tentativi di anticipare le linee guida del suo pontificato. La comunità religiosa, che lo accoglie nella fede, guarda a lui con fiducia, mettendosi in un atteggiamento di ascolto".



"LO HANNO MESSO IN CROCE"
Giovanni Scalco ha parlato con il suo segretario

di Lucio Zonta

Giovanni Scalco, ex presidente della Scuola di cultura cattolica che aveva incontrato Jospeh Ratzinger già in due occasioni importanti a Bassano, non ha resistito alla tentazione e poco prima delle 20 di martedì, pochissimo tempo dopo la fumata bianca che aveva designato il cardinale tedesco a successore di Pietro, ha chiamato al telefono la Città del Vaticano. Il numero era quello dell'appartamento che era occupato dal porporato prima dell'elezione. Dall'altra parte del filo ha risposto il collaboratore più stretto del pontefice, il vescovo Clemens, che pure conosce Scalco molto bene.
"Lo hanno crocefisso e il Papa è molto preoccupato: con queste parole mi ha risposto il vescovo" racconta Scalco. "Ho chiamato in Vaticano - dice Scalco - anche per porgere al Pontefice le congratulazioni della città per una elezione che rappresenta un motivo di grande gioia. Sarà un Papa che avrà un peso notevole nella società".
Clemens ovviamente non s'è potuto trattenere molto con Giovanni Scalco, ma ha pure trovato il modo di raccontargli una delle prime espressioni che il papa amico di Bassano ha pronunciato, riandando a una frase di Cristo: "Arriverà il momento nel quale ti porteranno dove tu non vorrai".
Pare proprio che Joseph Ratzinger non intendesse diventare Papa. 
"Il vescovo Clemens - racconta Scalco - lasciandomi mi ha detto: "Ci sentiremo. Ora devo ritirarmi in preghiera e meditazione"".
Bassano è legata a doppio filo con Joseph Ratzinger, papa Benedetto XVI.

Il Giornale di Vicenza, 20 aprile 2005


È UN PAPA "BASSANESE"
E nella pergamena volle il ritratto di San Benedetto

di Lucio Zonta

Il nuovo Papa è amico di Bassano: Joseph Ratzinger, tedesco, 78 anni, scelto ieri pomeriggio dai cardinali riuniti in conclave come nuovo successore di Pietro, ha lasciato ricordi e amicizie, nell'ambito della Scuola di Cultura cattolica, che ancora palpitano nella città del Grappa.
Bassano, visitata due volte dal cardinale, è stata percorsa da un fremito d'emozione alla nomia papale del card. Ratzinger, che ha scelto il nome di Benedetto XVI e che ha salutato la folla riunita in piazza S. Pietro, affermando di sentirsi un "umile lavoratore della vigna del Signore".
La figura di San Benedetto è molto cara al pontefice: lo stesso Ratzinger volle che l'immagine del santo fosse impressa, a fianco di quella di San Francesco, sulla pergamena che gli venne consegnata al Centro Giovanile il 16 ottobre del 1992, quando fu insignito del premio indetto dalla Scuola di Cultura cattolica, presieduta allora da Giovanni Scalco. Nella pergamena erano stati incisi i nomi di altri quattro santi: Agostino, Tommaso, Cirillo e Metodio.
"Maestro incomparabile e guida sicura per la promozione della cultura cattolica nel fertile equilibrio di tradizione e rinnovamento": così stava scritto nella pergamena a motivazione del prestigioso riconoscimento.
Alla cerimonia, che si svolse di sabato, partecipò il ministro Bompiani. Il giorno successivo, alle 8, il cardinale Ratzinger celebrò la messa nella chiesa di San Francesco e poco dopo Giovanni Scalco lo accompagnò all'aeroporto di Venezia.
La prima volta del nuovo Papa a Bassano fu però nell'89 quando, a marzo, venne invitato, sempre dalla Scuola di Cultura cattolica, per sviluppare in una conferenza il tema: "Cosa significa credere". L'incontro si svolse nella chiesa di Santa Croce davanti a mille fedeli. C'erano anche il vescovo di Vicenza, Pietro Nonis, e l'arciprete Gianfranco Cavallon.
"Il cardinale Ratzinger - ricorda Giovanni Scalco - in quell'occasione si fermò tre giorni a Bassano. Abbiamo trascorso momenti eccezionali. Siamo saliti anche a Rubbio, era l'11 marzo e c'era la neve. Il porporato fu costretto a cambiarsi le scarpe bagnate con un paio che gli prestammo noi. Abbiamo consumato il pranzo, a base di fagiano, e assaggiato la grappa nella malga comunale ancor oggi gestita dalla famiglia Guderzo. Abbiamo intonato i canti alpini. C'era quel giorno pure il futuro sindaco Gianpaolo Bizzotto. Una sera il cardinale è stato anche a casa mia per incontrare i giovani. Joseph Ratzinger era in pratica un consigliere della nostra Scuola: gli domandavamo ogni indicazione al momento di decidere la figura da premiare".
Giovanni Scalco non ha mai perso i contatti con il cardinale tedesco: "Quando ha compiuto i 70 anni - ricorda l'ex presidente della Scuola cattolica -, il cardinale Ratzinger ha invitato a Roma l'avv. Sergio Martinelli, Vittorio Messori e me, con le rispettive consorti".
"Ho provato una grande gioia e una forte emozione - sottolinea Scalco - per la sua nomina a Papa. È un personaggio di profonda cultura e di grande umiltà, anche se non è timido. All'apparenza pare un po' distaccato, ma la sua umanità e comprensione sono fuori dal comune. Non ha mai condannato nessuno. Ha grande impatto sui giovani, anche se l'approccio è diverso rispetto a quello del Papa che l'ha preceduto. Emana calore e affetto".
"Il nuovo Papa - racconta Scalco - aveva espresso il desiderio di tornare a Bassano per qualche giorno di relax. Gli piaceva venire qui. Ho avuto modo di parlargli abbastanza approfonditamente nel gennaio dello scorso anno, quando ci incontrammo in occasione della nomina a vescovo del suo segretario, mons. Clemens". 


"PER IL SUO COMPLEANNO GLI DONO SEMPRE ASPARAGI"
Giovanni Scalco è amico di vecchia data del nuovo Pontefice

(l. z.) Chissà mai se Joseph Ratzinger assaggerà gli asparagi di Bassano anche con la veste di Papa. Sì, perché era diventata una consuetudine per gli amici della Scuola di Cultura cattolica, con Giovanni Scalco in testa, scendere a Roma ogni anno per portare in dono al porporato un bel mazzo del più noto prodotto della terra bassanese.
Il viaggio quest'anno è saltato, almeno per il momento. Era infatti stato programmato per sabato scorso, giorno del settantottesimo compleanno del cardinale, ma il conclave era alle porte. Mons. Clemens, segretario del porporato, ha detto perciò agli amici bassanesi: "Aspettiamo". Era il minimo rinviare la puntata a Roma, perché l'elezione del successore di Giovanni Paolo II era prossima.
È stato scelto dai cardinali racchiusi in conclave proprio Joseph Ratzinger, il cardinale tedesco che ben conosce Bassano e con il quale l'ex presidente della Scuola di Cultura cattolica, Scalco, tiene da molto tempo contatti diretti e importanti.
Quando nel '92 il cardinale venne in città per ricevere il premio assegnatogli dalla Scuola, era sindaco Gianni Tasca: "Ricordo - commenta l'ex primo cittadino - una persona d'alto profilo, molto umile. L'ho incontrato per poco tempo, circa mezz'ora in municipio. Ho provato una grande emozione quando è stato fatto il suo nome come successore di Pietro. Auguro al Papa l'aiuto dello Spirito santo per l'importante impegno che era stato portato avanti, fino a pochi giorni fa, da un grande pontefice".
Riteneva che il cardinale Ratzinger potesse essere scelto per la più alta carica della Chiesa?
"Era tra i papabili, e la sua elezione possibile. Il nuovo pontefice ha profonda cultura e spiritualità. È anche molto umile. Ritengo che la sua nuova carica rappresenti motivo di grande orgoglio per Bassano".
Gianni Tasca incontrò Papa Giovanni Paolo II, in sala Nervi, in occasione della beatificazione di Elisabetta Vendramini. L'ex sindaco ebbe modo di avvicinare il pontefice polacco in occasione della sua visita a Vicenza. Con Tasca c'erano, quel giorno, numerosi altri sindaci del comprensorio bassanese.
La città ha salutato l'elezione del Papa con il suono delle campane, che si è levato dalle diverse chiese. 

Il Gazzettino, 20 aprile 2005

IL NUOVO PAPA/BASSANO LO HA PREMIATO NEL '92 Il felice rapporto del card. Joseph Ratzinger con la città del Grappa e il Comune dei Giovani
"MAESTRO INCOMPARABILE E GUIDA SICURA"
Riconosciuto l'impegno "per la promozione della cultura cattolica". Campane a festa a Monte Berico e in tutta la provincia

"Maestro incomparabile e guida sicura per la promozione della cultura cattolica nel fertile equilibrio di tradizione e rinnovamento".
Numerosi sono i motivi e vivi sono i ricordi che legano la città del Grappa al nuovo papa Benedetto XVI, a cominciare dal "Premio Nazionale cultura cattolica" attribuito con la citata motivazione, il 16 ottobre 1992, all'allora cardinale Joseph Ratzinger. In quella occasione, il prelato si era fermato in città per ben due giorni, ricevendo riconoscimenti e consegnando premi. Il sindaco di Bassano Gianpaolo Bizzotto lo ha incontrato, oltre che a Bassano, anche a Roma nel recente 2002, in occasione della Giornata dei movimenti.
"Sarà un grande papa" dice Bizzotto che ricorda: "Il giorno dopo il premio a Bassano, siamo andati a fare una lunga e piacevole passeggiata in Altopiano, fermandoci a pranzare nella malga di Vallerana, nei dintorni di Rubbio".
Anche Giovanni Scalco, presidente della Scuola di cultura cattolica e tra i fondatori del Comune dei giovani, ha avuto modo di incontrare il nuovo pontefice più volte, in particolare quando andava a Roma, tra il 1985 e il '90, in qualità membro del Pontificio consiglio dei laici.
Lo ricorda con orgoglio anche il professor Sergio Bonato, presidente dell'Associazione dell'Associazione di cultura cimbra di Roana che lo ha ospitato per ben due volte in Altopiano in altrettante occasioni a disquisire su tradizioni e storia della civiltà cimbra.
Tra la folla di Piazza S. Pietro, ieri c'era anche la terza media Vittorelli di Bassano in gita, nonchè il collaboratore del Gazzettino Silvano Bordignon: "Tra tante emozioni e impressioni - confessa Bordignon - la più curiosa ma reale che ho provato è quella di un'elezione di un papa vista e comunicata al mondo, per la prima volta, attraverso i telefonini". L'annuncio alla diocesi, oltre che dai mass media, è arrivato da tutte le campane delle chiese vicentine che hanno suonato quasi all'unisono con i bronzi di piazza S. Pietro: a dare il via il campanile di Monte Berico.
Andrea Mariotto