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La Giuria del "Premio Nazionale Medaglia d'Oro al merito della Cultura Cattolica" composta dal Prof. Gianfranco Morra, presidente, e da S.E. Mons. Alessandro Maggiolini, Mons. Carlo Caffarra, Prof. Adriano Bausola, On. Dr. Roberto Formigoni, Prof. Stanislaw Grygiel, Prof. Augusto del Noce, Sen. Prof. Adriano Bompiani, ha assegnato il premio per l'anno 1989 al ch.mo Prof.
"Padre Cornelio Fabro, religioso stimmatino, ha tratto dalla sua regione natale, il Friuli , quell'amore aspro e appassionato per la verità, che non guarda in faccia a nessuno quando si tratta di difenderla. E' stato professore ordinario nelle università di Milano-Cattolica e di Perugia, oltre che in altre università pontificie. Il suo lavoro, testimoniato da centinaia di titoli, si è svolto su due binari interagenti. La ricerca teoretica è andata soprattutto ai temi dell'essere, della partecipazione e della causalità, nell'intento di rivalutare l'autentica filosofia di S. Tommaso contro i travisamenti e gli oblii, anche "tomistici", di sette secoli. La ricerca storica si è rivolta all'analisi del dramma della filosofia moderna, gradatamente trapassata dall'immanentismo all'ateismo, e pure consapevole, in alcuni suoi esponenti, della necessità di un recupero di quella metafisica della libertà, che è andata perduta insieme con il suo principio fondante. Le sue storie dell'ateismo sono stupefacenti non solo per vastità di conoscenza e profondità di intuizione, ma ancor più per la sintesi equilibrata di approccio storico e teoretico. La sua conoscenza di Kierkegaard, che egli ha saputo sottrarre ai fraintendimenti irrazionalistici ed estetizzanti, non trova paragone. Ne' va dimenticata la straordinaria opera di recupero della genuina "sacra doctrina" contro le banalizzazioni ed i tradimenti consumati da certa superficialità post-conciliare, un'opera che deve la sua efficacia alla capacità, propria del Fabro, di essere, insieme, testimone della verità tradizionale e conoscitore profondo della modernità. In lui tutte le forme di sapere trovano una armonica e gerarchica collocazione nell'antropologia cristiana, che considera il sapere filosofico, pur nella sua autonomia, preliminare al sapere teologico; e questo rivolge al suo culmine nel sapere mistico e nella preghiera, che è anch' essa atto di libertà, come tensione della creatura finita verso la "Personalità infinita".
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