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La Giuria del " Premio Nazionale
Medaglia d'Oro al merito della Cultura Cattolica " composta dal Prof.
Gianfranco Morra, presidente, e da SE. Mons. Alessandro Maggiolini, Mons.
Carlo Caffarra, Prof. Adriano Bausola, On. Dr. Roberto Formigoni, Prof.
Stanislaw Grvgiel, Prof. Augusto del Noce, Sen. Prof. Adriano Bompiani,
ha assegnato il premio per l'anno 1988 al ch.mo Prof.
Don DIVO BARSOTTI
 
con la seguente motivazione:
"Sacerdote cattolico, sapiente consigliere
spirituale, insegnante nei seminari, uomo di profonda cultura, poeta delicato
e scrittore efficace con circa cinquecento titoli, non pochi dei quali
tradotti in lingua straniera, Barsotti ha dedicato la sua vita alla riscoperta
e all'annuncio del cristocentrismo nella nostra religione. E' stato un
esempio di come si riscopre la Scrittura non tanto in senso storico-critico
o fondamentalistico, ma soprattutto nella luce dello Spirito sotto la
guida della Tradizione per la crescita dei credenti. Fenomenologo sofferto
della esperienza religiosa in tutte le sue manifestazioni, ha lasciato
nei suoi numerosi "Diari" la memoria di un itinerario mistico
verso Dio e nei suoi scritti di spiritualità una toccante analisi
di come la Rivelazione si fa storia e salvezza per tutto l'uomo e per
tutti gli uomini. Da sempre sordo ai gelidi labirinti di certa teologia
con tendenze intellettualistiche o secolaristiche, Barsotti ha enunciato,
nel solco aperto da De Lubac, Danielou e von Balthasar, e con precisi
riferimenti alla teologia orientale della bellezza, una antropologia teologica
nella quale l'uomo scopre il suo volto solo quando riconosce il volto
di Dio nel Cristo, in quella "fuga immobile" che lo rende consapevole
della propria libertà e vocazione. Ha obbedito al Magistero della
Chiesa con intelligenza docile, rispettosa della coscienza di tutti anche
di chi ha il compito di insegnamento e di Guida nella Chiesa. La tradizione
cattolica dell' "ordo amoris" veniva da lui riproposta e resa
attuale al punto da saperla ritrovare presente, con l'ardimento della
carità, anche in autori apparentemente lontani dal Vangelo come
Leopardi. Interprete acuto del Concilio Vaticano Secondo e del malessere
postconciliare, Barsotti ha saputo porsi al di sopra della falsa e interessata
antitesi tra conservatori e progressisti, per enunciare una ecclesiologia
della unità agapica e indicare nella verità e nella santità
il fondamento di ogni durevole rinnovamento fedele alla tradizione e al
mistero della liturgia."
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