|
EDUCAZIONE: FAMIGLIA,
SCUOLA, SOCIETA' CIVILE
Conferenza tenuta
da On. Dott. Alberto Michelini alla Scuola di Cultura Cattolica - Bassano
del Grappa, il 30 settembre 1985
(Trascrizione non rivista dal relatore)
Nel venire questa sera qui da voi, sono
io che, certamente, trarrò molti insegnamenti dal vostro incontro.
La mia esperienza di giornalista, che è maturata in giro per il
mondo, dove ci sono guerre, dove tanti sono i problemi della gente, e
non ultimo per importanza il bene enorme ricevuto dall'accompagnare i
viaggi del Papa, mi ha fatto capire come, eccezzionalmente per la TV,
il bene faccia notizia, oggi.
Si parla sempre di cose negative. Vi sono invece momenti bellissimi, esaltanti,
come una realtà bella che si vuole trasmettere a tanti ascoltatori
o a tanti lettori.
Ciò che mi sembra importante oggi è di cercare di valorizzare
il positivo. Non sempre si trova questo aspetto nei mass media, si preferisce
l'errore. Se uno oggi non ha dubbi non è una persona moderna. E'
chiaro che dubbi ce ne sono, e tanti, ma abbiamo anche delle certezze.Chi
ha delle idee, chi vive una fede dovrebbe avere degli obiettivi precisi.
Anche come impegno civile di ognuno di noi dobbiamo stare attenti a ciò.
Insieme si può fare opinione, e questa può contare. Basti
pensare alla grande manifestazione di Parigi per la scuola libera, due
anni fa, che ha messo in condizioni il Ministro della Pubblica Istruzione
francese di accettare quelle proposte portate avanti dalla gente.
Bisogna esserci. Non credo che ciò potrà avvenire in Italia,
per quanto riguarda la scuola. Ma il tema è certamente affascinante.
Quando si parla di scuola o di famiglia, si parla dell'uomo nella sua
dimensione essenziale. Non bisogna mai perdere questo obiettivo. La famiglia
è una realtà che è preesistente allo stato. Ha 15.000
anni di storia. Nessuna etnia ha mai potuto fare a meno di tre realtà
essenziali: la famiglia, il lavoro, perchè siamo creati per lavorare,
e la preghiera. Dove si combatte la preghiera le conseguenze sono note:
l'intiepidimento, l'imborghesimento, l'indifferenza. Non si può
comprimere da parte di un regime, ciò che è naturalmente
nel cuore dell'uomo, perché è una legge scritta dentro do
noi. Non passeranno secondo me tanti anni prima di vedere come questa
sopraffazione delle coscienze provocherà delle reazioni. Queste
tre realtà hanno da sempre accompagnato l'uomo. Quando queste tre
realtà non vengono rispettate, allora assistiamo a lutti, sopraffazioni,
dolori. Basti pensare alla difesa della vita.
Chi può difenderla se non la famiglia? Noi assistiamo invece alla
contraddizione tra quanto dicono le carte dei diritti dell'uomo e la realtà,
dove questi principi non vengono applicati, ma sempre più calpestati.
Se non cominciamo noi, singolarmente, a difendere la prima cellula della
società, la famiglia, non so chi lo farà mai.
Nella mia campagna elettorale a Roma ho impostato tutto sulla famiglia
come cuore della città. Ho cercato di spiegare i valori attorno
ai quali lavorare, rendendole consapevoli di quello che è la loro
stessa vita. Renderli protagonisti e partecipativi. Occorre l'informazione
e l'interessamento.
Una società che vuole perseguire il bene comune deve avere presente
il bene della persona, del singolo e di tutti. Il PCI da anni persegue
il bene del partito, e per questo credo che stia pagando con le preferenze.
C'è un'esigenza, una voglia di avere fiducia nelle persone che
perseguono certe idee. Uno dei pochi che se n'è accorto è
stato l'esponente di un partito antagonista, il PCI. Questo esponente,
dopo la campagna elettorale, riferendosi ai risultati della stessa, affermava
che mentre il PCI si interessava della coppia, della difficoltà
di stare assieme, la DC prendeva voti parlando della famiglia. A Roma
l'unico che parlava dei valori insiti nella famiglia ero io. Non avevo
paura di parlare di un tema sentito dalla gente, meno dai governanti.
Al centro di qualsiasi politica, anche economica, ci deve essere l'uomo,
che deve essere protagonista della politica.
In Polonia, per esempio, è stato ribadito un valore universale:
solidarnosc, rappresenta un movimento che chiede il rispetto dei diritti
dell'uomo, validi in tutto il mondo. L'uomo come fine, non come mezzo
e il lavoro come mezzo, mezzo anche di santificazione.
Se l'obiettivo comune dei governanti fosse quello di vedere l'uomo al
centro di ogni azione, i problemi si risolverebbero facilmente. Ricordo
che nei viaggi del Papa c'è sempre un incontro, una messa, con
i giovani. Il Papa vuole confermare la fede nelle persone di tutto il
mondo, una fede da vivere poi nella vita di tutti i giorni.
In Messico il Papa sostenne che la famiglia era la prima educatrice alla
fede, formatrice di persone, generatrice di vita, e promotrice di sviluppo.
Un buon genitore insegnerà ai suoi figli ad essere anche buoni
uomini. Una famiglia sana immetterà nella società uomini
capaci di responsabilità, maturi, dediti al lavoro e al bene. La
salute della società dipende dalla salute della prima cellula,
dalla famiglia.
La scuola stessa non può essere lasciata la sola fonte di educazione,
perché spesso essa diseduca. Non si può assolutizzare un
problema. Ci deve essere la possibilità di scelta, altrimenti non
c'è più libertà. Il patrimonio rappresentato dai
nostri figli va salvaguardato dai pericoli della moderna società.
Noi dobbiamo poter scegliere la scuola che vogliamo. Ciò che conta
è l'uomo, sono i valori che egli porta dentro di se, è il
bene comune, cioè il fatto di mettere le persone in condizione
di raggiungere il fine che gli è naturalmente proprio: lavoro,
casa dignitosa.
Bisogna rompere il fossato tra i politici e la gente. Se non c'è
un filo che lega essi alla gente, viene a mancare tutto il supporto, il
consenso. Già riuscire però a rendere consapevoli le persone
dei diritti che hanno, riuscire ad organizzare delle correnti di opinione
con degli obiettivi precisi, è già molto. Insegni l'episodio
della manifestazione per la scuola a Parigi.
Perché mai noi dobbiamo farci oggi insegnare dai socialisti francesi
come fare. In. Francia esiste il Ministero dei Servizi Sociali, che ha
proposto delle leggi per la famiglia, già accettate e diventate
esecutive. Aiuti per gli assegni familiari, per la casa, per i figli.
Lì hanno capito che tra vent'anni non ci saranno più persone
che possano garantire il bene della Francia. Se ne è accorto anche
Gorbaciov in Russia che sta facendo una politica per la famiglia da quando
si è reso conto che le repubbliche islamiche triplicano la loro
popolazione, mentre la Russia bianca sta esaurendosi lentamente. Lo stesso
vale per l'Europa. C'è una mentalità diffusa contro la vita,
la famiglia, contro l'umanità intera. Bisogna denunciare ciò,
e intraprendere una politica per la vita.
Se le famiglie si uniscono tra loro e incidono veramente nella società,
sarà possibile difenderci dalle aggressioni che vengono inevitabilmente
anche dallo stato. Le leggi dell'aborto e del divorzio non sono certo
un bene, anche se sono leggi dello stato. Uno stato così va contro
l'uomo. A questo bisogna stare attenti..
Come bisognerà così battersi per il prossimo problema, quello
dell'eutanasia. Noi che crediamo nell'uomo, che viviamo la fede, ci rendiamo
conto di come la fede sia creativa. Essa o si vive o non si vive. Oggi
constatiamo i risultati di una fede che non viene vissuta.
Non lasciamoci impaurire dal tentativo di relegare le persone che credono,
perché danno fastidio, per richiamarle solo quando servono i voti.
C'è certamente il modo di vivere la fede. Occorre apertura, amicizia,
apertura verso l'uomo, cercando di perdonare e di scusare l'altro. Attraverso
ciò noi riusciamo anche a far politica. Se uno vive l'unità
di vita, e non è il cattolico della domenica, la sua fede traboccherà,
in tutto ciò che esso farà. Se attuerà anche una
scelta politica, la sua fede traboccherà anche nella sua azione
politica.
La famiglia è una fortezza, scriveva Gonella, che non si difende
stando dentro la fortezza, ma impegnandosi fuori di essa. Durante la guerra
lo stato crollò, e fu la famiglia a salvare lo stato e l'uomo.
L'educazione di un credente non prescinde dall'anima. Ci sono diritti
naturali che occorre rispettare, e la scuola ha un potere ausiliare rispetto
alla famiglia, non sostitutivo.
Vi invito a coinvolgere tutte le persone, nelle vostre scelte, con libertà
e corresponsabilità. L'offuscamento delle coscienze è alla
base dei mali della società. La libertà è soprattutto
libertà dai condizionamenti che sono dentro di noi, libertà
dal peccato, dal male.
La gente aspetta che gli si indichi la strada da percorrere, specialmente
i giovani, che hanno proprio l'entusiasmo della loro età.
Ho visto troppo spesso la violenza militare nella faccia dei giovani adolescenti,
in paesi in guerra da anni. Ma ho visto anche che l'uomo ha la verità
dentro di sè e non si può comprimere, come non si può
comprimere la naturale esigenza di Dio che ha dentro di sè.
C'è veramente tanto lavoro da fare da parte del politico, di chi
lavora la terra, del libero professionista, dell'operaio, di tutti.
Il destino di questo continente dipende da noi. Più siamo consapevoli
di queste esigenze e più ci dobbiamo dare da fare. Non possiamo
esimerci. Abbiamo una responsabilità ben precisa. E' un compito
molto bello ed esaltante, da fare non da soli ma assieme agli altri.
|