LA TV E LA DEMOCRAZIA

Conferenza tenuta da dott. Maurizio Blondet alla Scuola di Cultura Cattolica - Bassano del Grappa, il 24 febbraio 1997
(Trascrizione non rivista dal relatore)

Comincerò con una confessione che non fa proprio onore alla mia categoria, che personalmente, conoscendola da vicino, disprezzo cordialmente. Il pubblico, in generale, immagina che i giornalisti siano persone a caccia di notizie: escono dal loro ufficio, dalla loro redazione, e cercano notizie. Invece è il contrario: di solito succede il contrario, cioè sono le notizie che cercano il giornalista, in particolare le notizie interessate, quelle che vengono da centri di potere, aziende, industrie, partiti politici..
E' stato calcolato che l'80 % delle notizie che appaiono sui giornali ogni mattina, soprattutto le notizie estere ed economiche piuttosto importanti, provengono tutte da quattro agenzie di stampa internazionali: la AP, Associated Press, americana; la UPI, United Press International, anch'essa americana; la Reuter, inglese, specie per le notizie economiche; la France Press, francese; poi c'è la Tass, sovietica. Gran parte di queste agenzie sono collegate a interessi specifici forti, quindi capite cosa significhi per la democrazia, per la formazione delle nostre idee, delle nostre conoscenze, il fatto che le fonti di informazione siano quattro o cinque al mondo.
C'è poi da considerare l'anomalia della stampa italiana. Pensate che i giornali più diffusi e più autorevoli sono, in qualche modo, riconducibili come proprietà diretta o indiretta alla Fiat. La Stampa è della Fiat. Il Corriere della Sera appartiene alla Fiat attraverso la Gemina, che ha comprato la Rizzoli per due fichi secchi quando quest'ultima era in difficoltà. Il Sole-24 Ore, giornale della Confindustria, autorevolissimo quotidiano economico, appartiene alla Fiat in modo indiretto, in quanto la nomina del direttore deve essere approvata da Romiti o da Gianni Agnelli. In più è della Fiat La Gazzetta dello Sport, che come tutti sapete è il più diffuso giornale sportivo, con una tiratura di 500.000 copie. Quindi i massimi giornali appartengono alla Fiat, con l'eccezione di Repubblica, che appartiene a De Benedetti. Il terzo, che è Il Giornale, appartiene a Berlusconi, ma siamo a livelli di tiratura più bassi (Repubblica e Corriere tirano 600.000 copie, mentre Il Giornale arriva a 250.000). Quindi esiste già, se non un monopolio, un oligopolio della stampa e in particolare del giornalismo.
Per quanto riguarda la televisione, la realtà com'è in Italia è destinata probabilmente a sparire molto presto, a cambiare, perché mentre noi abbiamo puntato le polemiche politiche degli ultimi anni sul potere televisivo di Berlusconi, proprietario di tre canali televisivi, nel mondo avvenivano delle concentrazioni di potenza televisiva addirittura astronomiche, stellari.
Parliamo di una sola, che a voi sembrerà piccolissima. Avrete visto qualche volta Videomusic, quella televisione che trasmette solo clips musicali. Questi non costano niente, e la Tv diventa un ottimo veicolo pubblicitario dei prodotti globali, quelli che si vendono in tutto il mondo, come la Coca-Cola. Videomusic non è altro che una branca di una Tv ancora più sconosciuta che si chiama MTV. Questa è una Tv americana, giovanilistica, che trasmette 24 ore su 24 un continuo flusso di musica rock in cui le parole diventano mezzo di trasmissione di valori "ideologici", danno sempre l'idea del primato della sensualità, della ricerca del piacere, della bellezza della ribellione, dell'esuberanza spinta fino alla ribellione e del rock stesso come valore assoluto. Da parecchio tempo poi MTV trasmette notiziari che durano tre minuti, dei telegiornali brevissimi, perché si pensa che i giovani non possano concentrarsi per più di tre minuti, e nell'insieme Videomusic e MTV appaiono come delle Tv fatte dai giovani per i giovani, dove gli speaker o le presentatrici sono delle ragazzine, vestite in modo strano. Sembra una Tv pirata, fatta con quattro soldi, visto che trasmettere clips non costa niente...
In realtà questa MTV nasce nel 1981 dalla Warner Brothers, la grande casa cinematografica unita alla American Express, che è una delle più grandi banche americane, quella che fa anche le carte di credito. Questa la vende quasi subito ad una enorme multinazionale, a noi sconosciuta, della quale non si parla nei nostri giornali, che si chiama National Amusement Incorporated, cioè Società Nazionale dei Divertimenti, che appartiene ad un colossale finanziere che si chiama Summer Redstone, di cui nessuno sa niente, che tra l'altro è il padrone della Paramount, quella grande casa cinematografica e televisiva che produce special e soap opera. Questa MTV, ritrasmessa in Italia, possiede 12 satelliti che trasmettono per lei, ed ha un pubblico di 300 milioni di persone, soprattutto in Europa del Nord dove l'inglese è conosciuto e parlato correntemente, in Cina e in India, dove le abitazioni sono delle capanne che hanno però l'antenna satellitare.
E' un'enorme macchina da soldi, un veicolo commerciale potentissimo per i prodotti multinazionali come la Coca-Cola, che è un simbolo: tutti la conoscono e tutti la bevono. Chi sarà il direttore della branca internazionale, quella che gestisce i 12 satelliti della MTV? Voi direte: sarà un discografico, una specie di Renzo Arbore. No. Questo si chiama William Rady ed è un generale che ha fatto la scuola militare di West Point, la guerra del Vietnam ed ha comandato 3 basi missilistiche nucleari in Europa prima di fare questo mestiere.
Come vedete, già un certo tipo di mentalità, diciamo un imperialismo nei mezzi di comunicazione, un inquinamento culturale, di tipo angloamericano, viene proprio progettato da persone preparate in termini militari.
Vi dicevo della concentrazione che è in atto mentre noi litighiamo sui conflitti di competenza, sui conflitti di interesse. Dovete pensare che rispetto ai nomi che vi farò Berlusconi è veramente un nano, perché negli anni dal '94 al '96 negli Stati Uniti si sono formate sostanzialmente 3 reti di oligopoli supertelevisivi: TV, satelliti, linee telefoniche e ottiche, cellulari, e anche trasmissioni di dati dei computer. Uno stesso satellite o uno stesso canale può essere utilizzato sia per i telefonini, sia per i computer, sia per la TV.
Nel '95 negli USA la Seagram, che voi conoscerete perché produce il whisky Chivas Regal, e che è una multinazionale canadese colossale che ha centri di produzione in tutto il mondo, ha comperato per 11.000 miliardi la MCA, una multinazionale americana che possiede tra l'altro gli studi Universal, cinema, diverse televisioni in America e parecchi parchi tematici di divertimento, tipo quello di Disneyland, che sono enormi industrie del divertimento.
Nello stesso anno, la News Corporation, inglese, è stata acquistata da Murdock, un australiano che, come Berlusconi, ma all'ennesima potenza, si è enormemente indebitato in una corsa all'espansione del suo impero. Però, mentre i circa 7000 miliardi di debiti di Berlusconi, garantiti dalle banche anche grazie a Craxi, in Italia sono diventati una colpa, Murdock si è messo in una condizione tale che il governo britannico lo ha finanziato mobilitando banche internazionali d'affari, esattamente come per i debiti di un paese come il Perù: si consorziano più banche per sostenere questo paese. In questo modo, di fatto, Murdock è diventato lo strumento dell'imperialismo culturale britannico.
La Gran Bretagna non è piccola, ha dei grandi punti strategici, e anche gli strumenti per condurli. L'impero di Murdock, che si chiama News Corporation, possiede 5 giornali importantissimi della Gran Bretagna, tra cui il Daily Telegraph, una casa editrice importantissima, metà di un satellite televisivo che trasmette (ecco la manina del governo britannico) la BBC, con telegiornali pari a quelli della CNN, in tutta l'Asia dove si parla inglese, in India, in Australia, Filippine, Singapore, in Estremo Oriente dove ci sono centri importantissimi per il mondo futuro. Inoltre possiede, come briciole, la Twentieth Century Fox, altra grande casa cinematografica, e una televisione, Fox TV, che ha provocato recenti proteste perché trasmette in tarda serata film pornografici negli USA e sta diventando molto importante.
Nel '75 la News Corporation ha comperato in America la MCA, che è la seconda impresa telefonica USA per le lunghe distanze. Nello stesso anno una grande multinazionale, la Westinghouse, colosso che fa di tutto, da frigoriferi a motori a turbina per gli aerei da guerra, ha comperato per 9.000 miliardi la CBS, che è il network televisivo americano più chic, con telegiornali più sofisticati, più approfonditi.
La Walt Disney, colossale multinazionale anche questa, con parchi tematici, TV via cavo, ha comperato la ABC, grande e prestigiosa TV americana e la Time Warner, con tutta una serie di TV, alleandosi per 14.000 miliardi contro Ted Turner, marito di Jane Fonda, che possiede la CNN più altre TV statunitensi. Questo per quanto riguarda l'America.
In Inghilterra la situazione è ancora più complicata. Tutto si incentra sul gruppo Murdock, impero che possiede il Times di Londra, oltre ad una ottantina di quotidiani in tutti i paesi dove si parla inglese: USA, Australia e Canada. Questa News Corporation possiede anche il 20% di quella agenzia Reuter di cui abbiamo parlato, quella che trasmette le notizie economiche. Quando la Reuter dice se il nostro governo è affidabile o meno, questo ha un effetto su tutta la nostra economia, perché le borse di tutto il mondo prendono per oro colato quello che dice la Reuter.
Murdock, il Berlusconi britannico possiede il 20% della Reuter. Il resto appartiene ad una casa, la Pearson che è proprietaria del Financial Times, di metà dell'Economist, settimanale economico mondiale, inglese, il più grosso e il più letto da chi conta davvero, dai poteri forti.
La Pearson ha, nel suo consiglio di amministrazione, importantissimo, il capo della banca Lazard, una banca d'affari imperiosa, sorta dalla nostra Mediobanca e dalla banca internazionale confidenziale di Gianni Agnelli, piccola (non ha sportelli) e potentissima.
Recentemente la News Corporation di Murdock si è alleata finanziariamente con la BBC, che è stata privatizzata e che fa ora una bellissima e informata radio internazionale, una volta simbolo dell'impero britannico.
La BBC è collegata con un'altra casa editrice importantissima perché possiede il Chicago Times, 300 settimanali negli USA, 80 quotidiani e il più importante giornale di Israele. Questa casa editrice, la Holdinger, dimostra veramente che cosa è la stampa inglese: fu fondata come compagnia commerciale per comperare armi dagli USA, per portarle in Inghilterra. Dopo la guerra, stranamente, questa si trasforma in una casa editrice e comincia a comprare giornali negli USA, in Inghilterra, in Canada; quindi, in un certo senso, la galassia inglese è addirittura più potente di quella americana, perché gli USA sono molto televisivi, molto spettacolari, guardano molto agli introiti pubblicitari, ma intanto quella inglese possiede strumenti molto autorevoli tipo la Reuter e il Financial Times.
La STET è una grande impresa telefonica che abbiamo pagato noi cittadini, più volte, con le tasse. Alla fine del governo Dini, un uomo della banca Lazard, che è il vicepresidente di Mediobanca, Antoine Bernard, un ebreo francese, andò da Dini e gli offrì 11.000 miliardi per comprare la STET. In realtà si capiva che la domanda era fatta da uno che agiva per conto di capitali stranieri. Ora si dice che D'Alema abbia regalato la STET, che due anni fa poteva essere venduta per 11.000 miliardi.
Gad Lerner, uomo della Fiat, della CGIL, ex vicedirettore della Stampa, che ora possiede una radio TV, lanciò un'accusa contro Agnes, presidente della STET, democristiano. Il giorno dopo Ciampi allontanò Agnes e ci mise al suo posto Guido Rossi, uomo chiave, cerniera, che era stato senatore del PCI, miliardario, del consiglio di amministrazione di Mediobanca e delle Assicurazioni Generali.
Con Maccanico alle poste, altro uomo di Mediobanca al governo, e Guido Rossi alla presidenza della STET, con il compito di privatizzarla, succederà semplicemente questo: verrà privatizzata al solito modo di Mediobanca, si formeranno azionisti tra cui Gemina, Agnelli, Pirelli, Orlando, miriadi di società della galassia Agnelli e il resto a soci stranieri. Quindi con poche lire, altro che 11.000 miliardi, ciascuno di loro potrà entrare e la STET sarà uno dei pezzi della grande concentrazione oligopolistica britannica.
A questo punto forse potrei anche finire, ma avevo promesso di raccontarvi la vicenda del buco nell'ozono, perché secondo me è un bell'esempio di come, quando sono in gioco certi fortissimi interessi economici e finanziari, si possono trasmettere notizie false e la notizia vera che le smentisce non può passare.
Cosa è successo?
Il buco dell'ozono, sapete tutti, secondo il verbo scientifico e giornalistico, è causato dai CFC, clorofluorocarburi, sostanza che si trova negli spray, ma soprattutto, è importante, nei frigoriferi. Ma non pensate ai frigoriferi che avete in casa, pensate alle "catene del freddo": noi forse non mangeremmo se non ci fossero le catene del freddo, cioè grandi magazzini frigoriferi che trasportano cibo in ogni parte del mondo, attraverso treni frigoriferi, fino alle nostre case. Quindi il CFC è una sostanza chimica strategica.
Il problema è che il buco nell'ozono esiste veramente, fu già scoperto nel 1956 da alcuni scienziati all'Antartide e nessuno si allarmò.
Però, molti anni dopo altri scienziati, finanziati non si sa da chi, ma si sospetta dalla Dupont, la più grande industria chimica mondiale, anglo-canadese, che apparteneva alla Seagal Whisky, famiglia ebraica multimiliardaria, alimentarono l'allarme ozono. La Dupont è la massima produttrice di CFC nel mondo, proprietaria dei brevetti di produzione che però stavano scadendo. Tutto il CFC nel mondo era prodotto su licenza della Dupont, con pagamento dei diritti. Poiché i brevetti stavano scadendo, altri paesi come la Cina avrebbero potuto produrre tonnellate di CFC senza pagare nulla alla Dupont, che ha sede a Montreal, in Canada.
Allora nei giornali cominciò a diffondersi la notizia allarmante che lo strato di ozono si stava assottigliando, che saremmo stati colpiti dal cancro alla pelle, che l'emissione dei raggi ultravioletti era aumentata del 10%... Tutti in allarme!!! Le donne non usavano più lacca per capelli. Ma chi è a Firenze subisce il 10% in più di radiazioni ultraviolette di chi sta a Bologna. Se poi va a Panama o in Kenia subisce un'irradiazione del 400% in più rispetto a Bologna. Inoltre un grande vulcanologo ha cercato di dire che ci sono dei vulcani attivi in Alasca che producono milioni e milioni di tonnellate di sostanze peggiori del CFC e che semmai possono essere la causa del buco nell'ozono, ma che raramente sono pericolosi.
Di fatto, guarda caso, questo allarme ha portato alla messa al bando dei CFC, di cui stavano scadendo i brevetti alla Dupont, così tutti i paesi del mondo hanno firmato il protocollo che sanciva la messa al bando dei CFC entro pochi anni, cosa che costerà moltissimo. Guarda caso il protocollo è stato firmato a Montreal, sede della Dupont, e sicuramente la Dupont ha fatto gli onori di casa. E pensare che il vulcano Sant'Agostino in Alasca produce una quantità di CFC pari a 570 volte quella che riesce a produrre l'uomo.
Il punto è che appena firmato il protocollo di Montreal, la Dupont ha rivelato di avere una nuova sostanza, molto più costosa, brevettata e, dicono loro, completamente innocua per l'ozono, che potrà sostituire il CFC.
Nonostante molti giornali alternativi negli USA denunciassero queste cose non c'è stato verso. Se io fossi andato dal mio direttore a dirgli: "Facciamo una cosa così, c'è da crederci", lui avrebbe detto: "Ma il Corriere ha scritto che è pericoloso, chi siamo noi dell'Avvenire per andare controcorrente...". Capite come funziona il meccanismo?
Questo è solo uno dei moltissimi esempi dove noi, addetti ai lavori, abbiamo visto delle forze in gioco, degli interessi che riescono a imporsi nell'universo dell'informazione, dove emergono false notizie che, manovrate da potentati economici impressionanti, orientano nel modo a questi più conveniente l'opinione pubblica.