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LO SPIRITO SANTO E LA CHIESA
Conferenza tenuta da P. Jesus Castellano
alla Scuola di Cultura Cattolica - Bassano del Grappa, il 13 novembre
1989
(Trascrizione non rivista dal relatore)
Fin dai primi secoli i cristiani confessano
insieme il mistero dello Spirito Santo e quello della Chiesa, tanto nel
Simbolo Apostolico quanto nella professione di fede battesimale:
"Credo nello Spirito Santo, la Santa Chiesa cattolica, la comunione
dei Santi, la remissione dei peccati, la resurrezione della carne, la
vita eterna. Amen".
E questo riferimento allo Spirito Santo, alla fine della nostra professione
di fede, non è casuale. Infatti esso appartiene non solo alla fede
nello Spirito Santo, del Padre e del Figlio, ma anche all'opera dello
Spirito Santo, inviato da Cristo, affinchè compia la sua opera
fino alla fine dei tempi. Per questo crediamo nello Spirito che anima
e congiunge tutti i fedeli nella Chiesa Cattolica, che rende possibile
quella comunione dei Santi che è insieme comunione nelle cose sante
- sancta! - e comunione fra i fedeli che sono santi per vocazione - sancti!
- quelli della terra e quelli del cielo. Da Lui riceviamo la remissione
dei peccati. Perchè Egli è la remissione dei nostri peccati
secondo Paolo, e da Lui attendiamo, come in una realizzazione finale della
grande profezia di Ezechiele [cap.37], il rifiorire della carne e delle
ossa aride dei nostri defunti, deposti nella terra come un seme di rinnovamento,
in attesa dell'ultima effusione pentecostale dello Spirito Santo alla
fine dei secoli che ci farà godere dei cieli nuovi e della terra
nuova, per entrare nella vita eterna.
Di questo rapporto fra lo Spirito Santo e la Chiesa vorrei parlare pur
riconoscendo la difficoltà del discorso sullo Spirito Santo, non
senza prima rivolgere a Lui una preghiera della liturgia bizantina e confessare
gioiosamente la sua necessaria presenza nella Chiesa con un ormai celebre
testo che appartiene alla più genuina visione dello Spirito Santo
in ambito ecumenico.
La preghiera è questa:
"Re celeste consolatore. Spirito di verità. Tu che sei presente
in ogni luogo e ogni cosa riempi, arca di beni e datore della vita, vieni
ed abita in noi, purificaci da ogni macchia e salva, Tu che sei buono,
le nostre anime".
Questa doverosa invocazione allo Spirito ci permette di parlare di Lui
in Lui, in una misteriosa sinergia; e chiede umilmente che sia Lui a farci
capire il suo legame con la Chiesa e nella Chiesa con ciascuno di noi.
Egli lo farà; Egli è buono e vivificante, come dice la liturgia
orientale; Egli è la punta di diamante della Trinità che
ci tocca con la grazia del Padre e del Figlio e ci riporta sempre nei
nostri pensieri e nelle nostre opere al Padre.
Vogliamo affrontare il tema che ci è stato proposto in due parti
della nostra esposizione. Nella prima vogliamo fare riferimento a una
serie di testi del Magistero della Chiesa che sono la nostra guida essenziale
per esprimere con chiarezza e compiutezza questo mistero della presenza
e azione dello Spirito Santo che guida la Chiesa e la spinge verso il
compimento della sua missione.
Nel secondo momento, e prima della conclusione, vogliamo sintetizzare
alcuni di questi insegnamenti sullo Spirito Santo della Chiesa, anche
con la citazione di alcuni testi patristici, nei tre fondamentali compiti
dello Spirito e della Chiesa insieme. Egli infatti è il Santificatore
della Chiesa. Egli è l'artefice della comunione. Egli è
il misterioso protagonista della sua missione, anche oltre i limiti visibili
ed oltre le nostre azioni.
Orientamenti del Magistero della Chiesa.
La confessione di fede nello Spirito Santo
che è Signore e da la vita, ha avuto negli ultimi decenni una promettente
messe di studi di teologia pneumatologica.
La dottrina ecclesiologica del Vaticano II° è stata particolmarmente
sensibile a sottolineare la presenza e l'azione dello Spirito Santo nella
Chiesa, nel suo mistero e nella sua azione. I teologi orientali cattolici
e gli osservatori ortodossi hanno richiamato spesso l'attenzione su questo
problema. E non poteva dimenticare lo Spirito Santo un Concilio che, nel
pensiero di Giovanni XXIII°, doveva essere come una nuova Pentecoste
per la Chiesa e per il mondo.
P. Congar, uno dei teologi del Concilio e uno dei più attenti al
mistero e alla missione dello Spirito nella Chiesa, ha osservato con un
pizzico di ironia che alcuni documenti del Vaticano II, redatti inizialmente
con una evidente mancanza pneumatologica di base, in seguito sono stati
ritoccati aggiungendo quà e là un cenno allo Spirito Santo,
come chi spalma un po' di zucchero in polvere su un dolce già fatto,
per supplire alla dimenticanza al tempo dell'elaborazione.
I testi del Magistero possono essere visti in una dinamica progressiva
che parte dall'irruzione dello Spirito nella Chiesa, come viene presentata
nella Lumen Gentium e si apre alla presenza dello Spirito nella umanità
e nella storia; di questa presenza è testimonianza autentica il
"gemito" dello Spirito nel nostro tempo verso la pace e la fraternità
universale, come viene presentata l'azione misteriosa della terza Persona
della Trinità nei documenti del Magistero di Giovanni Paolo II,
specialmente nella Redemptor Hominis e nella Dominum et Vivificantem.
Abbiamo una serie di azioni caratteristiche dell'opera dello Spirito nella
Chiesa che in Lui diventa una "perenne Pentecoste":
- è fondamentale l'accenno all'invio dello Spirito come dono definitivo
e permanente per la santificazione dell'umanità e quindi la possibilità
di un ritorno al Padre nell'unità dell'unico Spirito, cioè
in una umanità riconciliata con il Padre per Cristo e riconciliante
gli uomini fra di loro;
- questa missione dello Spirito è vivificante; trasmette la vita
che era nel Padre ed è primariamente interiore, attinge l'uomo
nella profondità del suo essere e ricupererà perfino i corpi
mortali nella risurrezione finale, in una prospettiva antropologica e
cosmica;
- ma questa missione è essenzialmente ecclesiale, in quanto è
la Chiesa della Pentecoste il capolavoro dello Spirito, la realizzazione
del disegno trinitario della nuova umanità in comunione ed in missione,
come espressione dell'amore di Dio nella comunione delle Persone della
Trinità e nella espressione salvifica delle loro azioni caratteristiche
di creazione, redenzione, santificazione;
- questa azione dello Spirito Santo è perenne ed insieme escatologica;
è già presente ma non del tutto e non ancora pienamente
realizzata: riguarda una serie di azioni e compiti;
- la pienezza della verità-vita del Vangelo è affidata allo
Spirito il quale deve donare la conoscenza, l'approfondimento, l'esperienza:
egli è la "rivelazione" della rivelazione poiché
egli agisce ed è presente nella contestualità della parola
rivelata e della storia di Dio che aiuta a progredire nella piena conoscenza
della verità;
- lo Spirito unifica nella comunione e nel servizio che sono espressioni
dell'amore di Cristo: e a questo scopo provvede la Chiesa di doni gerarchici
e carismatici che non si possono contrapporre ma unificare nel dinamismo
della vitalità carismatica e della unità organica;
- lo Spirito è bellezza e giovinezza della Chiesa: abbellisce la
Chiesa con i suoi doni e con i suoi frutti, vera estetica umana e divina
della Chiesa Sposa, adorna per il suo Sposo: la ringiovanisce con la forza
del Vangelo, vero elisir di perenne giovinezza ecclesiale che è
la parola di Gesù e la vita di Gesù, lo Spirito vivificatore
che fa nuove tutte le cose nella perenne giovinezza di Dio;
- ha finalmente il compito escatologico di portare la Sposa-Chiesa fino
all'incontro con Cristo: cioè lo Spirito ha il compito di completare,
espletare, portare a compimento la missione affidatagli da Cristo; in
questa maniera lo Spirito è precursore misterioso di Gesù,
nella seconda venuta come fu anche precursore del Messia nella sua prima
venuta in questo mondo.
Allo Spirito della evangelizzazione è dedicato il n0 75 della Esortazione
Evangelii Nuntiandi dove si parla in maniera esplicita della evangelizzazione
e della missione che sono compiute "al soffio dello Spirito Santo":
"L'Evangelizzazione (e la missione] non sarà mai possibile
senza l'azione dello Spirito Santo". Questa affermazione è
sostenuta da una ricca sintesi di teologia biblica che ricorda la presenza
ed azione
dello Spirito nella missione di Gesù e degli Apostoli agli inizi
della Chiesa. Sono in questo contesto suggestive le contrapposizioni del
mistero di questa evangelizzazione con Lui e senza di Lui.
In un crescendo di apertura nella prospettiva teologica della missione
dello Spirito Santo, ci piace ora riferirci a qualche passo più
significativo de magistero di Giovanni Paolo II nella Enciclica Redemptor
Hominis. Benché la dottrina di questo documento abbia una prospettiva
cristocentrica nella universalità del rapporto fra redenzione e
storia, mistero di Cristo e mistero di ogni uomo, non manca la visione
pneumatologica del Vaticano II sulla presenza e l'azione dello Spirito
dei confini visibili della Chiesa.
Nel n. 6 della RH, il Papa riafferma la presenza di grandi tesori di spiritualità
che si trovano nelle religioni non cristiane e che sono effetto dell'azione
dello Spirito di verità operante oltre i confini visibili della
Chiesa. Questo principio è alla base dell'atteggiamento missionario
con il quale fin dai tempi degli Apostoli è stato contrassegnato
il rispetto e il discernimento con cui ci si accosta a quello che è
in ogni uomo: "Si tratta - afferma il Papa - di rispetto per tutto
ciò che in lui (nell'uomo) ha operato lo Spirito "che soffia
dove vuole...". In conseguenza, e tenendo conto di questa azione
proveniente dallo Spirito Santo. "la missione non è mai una
distruzione, ma è una riassunzione di valori e una nuova costruzione,
anche se nella pratica non sempre ci è stata rispondenza ad un
ideale così elevato" [RH n. 12].
La stessa prospettiva si trova nel n. 18 della RH nel quale si afferma
la presenza dinamica dello Spirito Santo nella Chiesa e nella sua azione
ed il Pontefice rinnova la sua ardente preghiera affinché rinnovi
i suoi prodigi. Quello che più interessa a noi in questa prospettiva
è l'affermazione della presenza dello Spirito in tutta l'umanità.
Scrive il Pontefice: "Questa supplica allo Spirito Santo, intesa
appunto ad ottenere lo Spirito, è la risposta a tutti i materialismi
della nostra epoca. Sono essi che fanno nascere tante
forme di insaziabilità del cuore umano. Questa supplica si fa sentire
da diverse parti e sembra che fruttifichi anche in modi diversi. Si può
dire che in questa supplica la Chiesa non è sola? Si: si può
dire, perché il bisogno di ciò che è spirituale è
espresso anche da persone che si trovano al di fuori dei confini visibili
della Chiesa".
Alla base di questo fenomeno troviamo l'azione incessante dello Spirito
che suscita nella Chiesa e fuori della Chiesa questo desiderio dei suoi
doni, dei suoi frutti, dei suoi valori, quelli che chiamiamo per antonomasia
"spirituali": "E' per questo, afferma ancora il Papa, che
la Chiesa della nostra epoca. particolarmente affamata di Spirito, perchè
affamata di giustizia, di pace, di amore, di bontà, di fortezza,
di responsabilità, i dignità umana, deve concentrarsi e
riunirsi attorno a quel mistero (dello Spirito]".
Ecco il gemito del nostro mondo, gemito dello Spirito nel nostro mondo
in dimensione universale. La Chiesa scopre qui la presenza dello Spirito
e sa che lo Spirito Santo è all'opera per preparare le vie del
Signore in questo misterioso Avvento che la nostra epoca sente in maniera
particolare.
Di questa attenzione allo Spirito Santo come grande protagonista della
storia contemporanea è intrisa tutta l'enciclica di Giovanni Paolo
II "Dominum et vivificantem". Essa fa un pressante appello a
questo Spirito dell'Avvento.
L'azione dello Spirito Santo nelle Chiese.
Brevemente, dopo aver esposto le linee
essenziali del più recente magistero della Chiesa sullo Spirito
Santo, possiamo sintetizzare alcune delle azioni caratteristiche del Santo
Pneuma in noi e nell'intera Chiesa, anche con l'aiuto di testi dei Padri
della Chiesa che hanno parlato mirabilmente di questa realtà.
1- Lo Spirito Santo e Santificatore.
L'azione dello Spirito Santo nella Chiese
tende a renderla Santa e a favorire in Lei la sua missione di santificazione.
Il fuoco dello Spirito, che già il giorno della Pentecoste si è
sprigionato dal corpo risorto e incandescente del Cristo, significa appunto
la comunione con la Santità di Dio che ora tocca i fedeli nei loro
cuori e nel loro corpo.
Tutta l'azione santificante di Cristo nella Chiesa si compie per mezzo
dello Spirito Santo. Infatti tutti i sacramenti con i quali siamo santificati
e riceviamo la ricca e multiforme grazia di Cristo sono azioni dello Spirito
Santo:
- il battesimo nell'acqua e nello Spirito: per questo viene invocato della
Chiesa nella benedizione del fonte battesimanle;
- la cresima, sacramento dello Spirito è Pentecoste del cristiano
che riceve il sigillo del dono che è lo Spirito Santo; tutto in
questo sacramento parla di Lui: l'unzione, il profumo, il dono, il sigillo,
la grazia di una più piena maturità e servizio della Chiesa,
la dimensione profetica, regale e sacerdotale che fa del cresimato un
testimone e un alleato dello Spirito nella Chiesa e nel mondo;
- l'Eucarestia, sulla quale si invoca lo Spirito affinchè il pane
e il vino siano mutati nel corpo e nel sangue del Signore; Eucarestia
celebrata sempre nello Spirito e che porta a noi, come dono di Cristo
risorto, una particolare effusione di Spirito Santo in ogni comunione
eucaristica;
- il sacramento della penitenza, dove Egli ci conduce nell'umiltà
e nella verità, per ricevere, come dice la formula dell'assoluzione,
l'effusione dello Spirito nei nostri cuori, perdono e rinnovamento;
- l'Ordine Sacro, che è sempre un ricevere in pienezza lo "Spirito
di santità"- nel servizio del diacono, nella configurazione
a Cristo per il sacerdozio ministeriale, nella pienezza del dono pentecostale
per la successione apostolica nell'episcopato - in maniera che ogni sacerdote
deve ricordarsi di agire sempre nella persona di Cristo e nella forza
del suo Spirito, ed essere come una icona di Cristo nello Spirito;
- il matrimonio, che è in maniera tutta particolare sacramento
dello Spirito, amore invocato e riversato sul cuore degli sposi affinchè
vivano secondo la carità di Dio in intima e feconda unione, della
quale lo Spirito è come il principio: per questo i coniugi cristiani
devono chiedere l'uno per l'altro questo rivivere la grazia dello Spirito
Santo, per mantenere sempre viva la comunione e l'intensità dell'amore
generoso nella famiglia e nell'apostolato;
- finalmente l'unzione degli infermi, ultimo sigillo dello Spirito ed
unzione di fortezza, di consolazione, di speranza per affrontare la malattia
ed eventualmente i rischi della vecchiaia, la difficoltà di una
operazione chirurgica, la morte stessa, con la grazia dello Spirito Santo.
a. Lo Spirito Santo suscita anche la risposta alla santificazione specialmente
con la preghiera, liturgica e personale, vissuta in coerenza di vita e
di impegni. E questa preghiera che nasce dal cuore ci indica che lo Spirito
lavora in questo luogo ecclesiale per eccellenza che è il nostro
cuore, dove risplende la nostra personalità e dove ciascuno deve
dare le risposte essenziali, inedite: dove lo Spirito rafforza in noi
l'uomo interiore.
b. Allo Spirito è stato affidato da Cristo fare crescere nella
Chiesa la molteplice Santità, quella dei martiri, dei confessori,
delle vergini, dei missionari, dei giovani, dei padri di famiglia. Esiste
la vocazione universale alla santità perchè lo Spirito abita
nei cuori di tutti i fedeli e li rende capaci di accogliere la chiamata
e di rispondere pienamente. Gli orientali chiamano lo Spirito Santo "iconografo
interiore", cioè colui che rende ciascun cristiano conforme
a Cristo nella molteplice santità.
c. Finalmente è lo Spirito Santo che fa sì che la nostra
vita quotidiana sia risposta al dono di santificazione e diventi culto
spirituale, sacrificio gradito al Padre, culto in Spirito e verità.
Così la nostra vita, sotto la guida dello Spirito Santo è
una esistenza filiale verso il Padre, fraterna verso tutti. Nello Spirito
diciamo Abbà Padre e nello stesso Spirito possiamo riconoscere
gli altri come fratelli. Nello Spirito viviamo la pietà e l'obbedienza
al Padre e nello stesso Spirito viviamo la carità e il servizio
verso il prossimo.
2. Lo Spirito Santo e la comunione nella
Chiesa.
Lo Spirito Santo è Spirito di comunione
nella Trinità, fra la Trinità e la Chiesa, nella Chiesa
fra i fedeli tutti. Effuso nei cuori, manifestato in tutti i ministeri
e carismi, l'unico Spirito assicura alla Chiesa questo dono caratteristico
della comunione e dell'unità, così prezioso e così
fragile.
Questa comunione è così intima che ci rimanda alla realtà
stessa del Corpo mistico di Cristo, nel quale siamo tutti membra gli uni
degli altri in un solo Spirito.
Certo questa comunione nello Spirito Santo esige diverse cose: prima di
tutto la comunione nella stessa fede e nelle stesse verità della
fede cattolica: richiede la comunione organica con i pastori che Egli
ha scelto per reggere la Chiesa di Dio; chiede pure la comunione nella
disciplina ecclesiale, come segno di unità nella carità:
postula finalmente una continua ricerca della carità vissuta, del
mutuo perdono.
Per questo sono segni della presenza dello Spirito i suoi frutti che Paolo
ricorda: amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà,
mitezza, dominio di sè. Dove sono questi frutti abita lo Spirito
Santo di Dio (cfr. GaI. 5.22].
Fra le funzioni di comunione operate dallo Spirito voglio qui ricordarne
tre in particolare:
a- La fedeltà della Chiesa al messaggio e all'opera di Gesù
è garantita dallo Spirito che assicura lungo la storia e la geografia
uno stretto legame fra Cristo e la sua parola nella Chiesa, l'attuazione
del messaggio e l'approfondimento e la comprensione del Vangelo creduto
e vissuto.
b- La cattolicità o universalità nell'unità è
anche una dimensione della missione che soltanto può essere opera
dello Spirito. Ad immagine della Pentecoste, lo Spirito continua ad operare
nella Chiesa l'estensione verso l'universalità veramente cattolica
ed insieme - quasi al limite dell'utopia umana - l'approfondimento dell'unità
ecclesiale, secondo il progetto e la preghiera di Gesù.
c- Finalmente, è opera dello Spirito uno dei compiti più
difficili e urgenti della missione della Chiesa oggi: l'inculturazione
nel rispetto della cattolicità e dell'unità. Se si parte
dalla presenza dello Spirito nella storia e nell'umanità, bisogna
riconoscere quello che i Padri chiamavano i "semi del Verbo"
ed i raggi della sua luce che si trovano nelle culture e nelle religioni
non cristiane, benchè spesso mescolati con tanti limiti umani.
Questi valori non possono non essere considerati alla luce di una misteriosa
presenza dello Spirito nella creazione e nel cuore degli uomini, nella
sapienza dei popoli e negli aneliti misteriosi della coscienza umana.
3. La missione e le missioni dello Spirito
Santo.
Il Padre e Cristo hanno affidato allo
Spirito Santo sconfinate terre di missione nel cuore degli uomini di tutti
i tempi e di tutti i luoghi. Solo con questo riferimento ad una azione
costante, universale e nascosta dello Spirito Santo possiamo aprirci alla
speranza e colmare l'immensa sproporzione che esiste davanti ai nostri
occhi tra l'universalità della redenzione di Cristo e la relativamente
esigua entità della Chiesa, che resta pur sempre sacramento universale
della salvezza.
Possiamo riassumere alcune convinzioni essenziali sulla missionarietà
dello Spirito Santo e sulla sua opera nella Chiesa in questi punti essenziali:
a. Lo Spirito che è Signore e dà la vita è il continuatore
della missione di Cristo: Egli lo rende presente ed è il soffio
vitale del Vangelo predicato e vissuto. Nella sua missione Egli associa
a sè la Chiesa.
b. Al soffio dello Spirito, tutta la Chiesa, nessuno escluso, deve diventare
missionario, nella certezza che Egli è la generosità di
coloro che partono in terra di missione, la forza della preghiera dei
contemplativi, la varietà dei testimoni.
c. La missione visibile della Chiesa nella forza dello Spirito è
solo come la punta di un immenso iceberg che è la sua missione
invisibile nel cuore dell'uomo.
4. Lo Spirito Santo e la missione dei
laici.
Non posso finire questa relazione senza
un riferimento alla missione dei laici.
L'esortazione "Christifideles laici" rilegge in maniera globale
i testi del Concilio sullo Spirito Santo e la sua triplice missione di
santificazione, comunione ed evangelizzazione con una attenta visione
del laico come collaboratore dello Spirito nella Chiesa per il mondo.
Così nel riferimento allo Spirito il laico è tempio vivo
dello Spirito Santo (n.13): la sua unzione battesimale e pentecostale
della cresima lo rende uomo pneumatico, configurato a Cristo e unto come
Lui per il sacerdozio, il profetismo della preghiera; della predicazione
e della testimonianza nel mondo, per una regalità che è
in primo luogo dominio di sè e collaborazione per la consacrazione
del mondo (n. 14). Dallo Spirito riceve la chiamata alla santità
e la spinta verso la maturità cristiana (n.16): con lo Spirito
vive agisce nella Chiesa - comunione (n.18- 19) con la forza dei carismi
e la preziosa collaborazione dei ministeri (n.24 e seg.).
Specialmente allo Spirito Santo viene affidato il compito di condurre
i laici verso la maturità e l'unità di vita, in maniera
da essere guidati e sostenuti dallo Spirito Santo, quale Spirito di unità
e di pienezza di vita (n.60).
Nella sfida della nuova evangelizzazione lo Spirito Santo ha voluto chiamare
con pressante appello tutti i laici cristiani affinchè diventino
suoi alleati nella nuova evangelizzazione di questo mondo. Il cristiano,
infatti, ed in particolare il laico, deve essere portatore del soffio
della Pasqua e della Pentecoste nel mondo di oggi.
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