SACRAMENTALITA' DEL MATRIMONIO

Conferenza tenuta da S.E. Mons. E. Gagnon alla Scuola di Cultura Cattolica - Bassano del Grappa, il 29 ottobre 1984
(Trascrizione non rivista dal relatore)

Il tema di questa sera è molto importante e sta tanto a cuore al Papa.
Ma è anche un tema difficile, immenso. Io parlerò servendomi degli insegnamenti del Santo Padre, che ci ha dato una sintesi molto precisa di quale è la dottrina della Chiesa sul sacramento del matrimonio.
La base della dottrina della Chiesa sono i documenti del Santo Padre e i suoi discorsi. Egli parla sempre della famiglia, quando parla del Cristo Redentore, quando parla della misericordia di Dio, o quando parla del lavoro. Ma il documento che forma la sintesi del suo insegnamento è l'esortazione apostolica "Familiaris Consortio", pubblicata dopo il Sinodo sulla famiglia, e dopo l'attentato, che l'ha portato vicino alla morte. Pochi mesi dopo tale attentato, parlando con fiducia e familiarità con i Cardinali, il Papa diceva che durante quei mesi ha creduto di capire che Dio gli chiedeva il sacrificio della vita in questo periodo della storia del mondo nel quale si compiono tanti attentati contro la vita e la famiglia stessa.
Facendo questo egli continua il cammino intrapreso dal predecessore, Paolo VI, che sosteneva che la Chiesa non cesserà mai di credere alla famiglia. Erano gli anni in cui anche nelle riviste cattoliche si sosteneva che la famiglia aveva oramai terminato il ruolo che le competeva da secoli. La famiglia è la cosa più essenziale nella società. Se Dio si è rivelato a noi come Padre, e ama il suo popolo come lo sposo ama la sposa, non possiamo dubitare che la famiglia rimanga fino alla fine del mondo per aiutarti a capire Dio. Egli avrebbe potuto conservare per sé il più grande dei suoi poteri, quello di dare la vita. Ma ha invece voluto che tale potere passasse attraverso l'amore di un uomo e di una donna, uniti in modo permanente per poter continuare a dare amore fino allo sviluppo completo del figlio. Dio l'ha fatto per rivelare ciò che è nella Trinità. Per questo il matrimonio è dall'inizio una cosa sacra. Il matrimonio è sacro prima ancora che Cristo lo rendesse un sacramento. Basta guardare le varie ricerche storiche., per capire come sempre nel mondo vi sono stati dei riti sacri per cominciare la vita di famiglia. Tutti i popoli sono stati creati da Dio, il Quale dall'inizio aveva un piano preciso sull'uomo, che si è conservato pienamente nella tradizione del popolo eletto e in quelli che prima l'avevano preceduto.
Il Papa attuale nella sua esortazione esprime quella idea dicendo che bisogna tornare al principio, cioè al primo disegno di Dio sulla persona umana e sulla famiglia. E' un modo per dire che già prima di essere un sacramento il matrimonio era una cosa sacra. Il Sinodo ha tracciato questa strada, per capire dal principio il piano di Cristo, che ha voluto tornare al volere del Padre. Dio chiamando l'uomo all'esistenza per amore l'ha chiamato nello stesso tempo all'amore. Dio aveva un figlio che amava tanto, e ha voluto dargli dei fratelli. Per questo Dio ci ha creato, per amore al suo Figlio, e perché noi amassimo Suo Figlio. Da ciò viene la vocazione all'amore, che è iscritta nel cuore dell'uomo e della donna. Il bisogno di amare diviene così una vocazione, la vocazione fondamentale di ogni essere umano. E' da ciò che viene il matrimonio. Dice il Papa: la comunione d'amore tra Dio e gli uomini, che è il contenuto fondamentale della rivelazione, e dell'esperienza di fede, trova una espressione nell'unione dell'uomo e della donna. Per questo Dio, per esprimere il rapporto con il suo popolo, usa espressioni che sono espressioni di amore coniugale, sponsale.
Il matrimonio è un sacramento diverso dagli altri. Sacramento è un segno visibile che riceve da Cristo la capacità di produrre un effetto soprannaturale. Negli altri sacramenti Dio si serve di oggetti o gesti, e attraverso la preghiera della Chiesa Cristo interviene per dare a quei segni e a quegli oggetti il potere di produrre la Grazia. Nel caso del matrimonio Dio ha scelto l'unione dell'uomo e della donna, e ha dato a quella unione il potere di produrre la Grazia. Nel matrimonio, la reciproca scelta di fedeltà, in virtù del Battesimo, configura le due persone a Cristo. Il dono diventa così da sé produttore di Grazia. Da ciò deriva il secondo aspetto del matrimonio: la sua durata. Come nell'eucaristia, la fonte di grazia rimane, e continua la sua opera. Il vincolo stabilito tra due persone, diventa una fonte permanente di grazia. I ministri del sacramento sono gli sposi stessi, che dandosi mutuamente il consenso, contraendo l'alleanza, si danno mutuamente il sacramento del matrimonio. Gli sposi stessi sono i ministri del sacramento. Dice il Papa nella Familiaris Consortio: "la comunione tra Dio e gli uomini trova il suo compimento definitivo in Gesù Cristo, lo sposo che ama e si dona come salvatore dell'umanità, unendo l'umanità a sé come suo corpo. (Lo dice anche S. Paolo, nelle sue parole sul matrimonio). Egli rivela la verità originaria del matrimonio: la verità del principio. Liberando l'uomo dalla durezza di cuore lo rende capace di realizzarla interamente. La grazia del matrimonio dà all'uomo e alla donna la capacità di amare come Cristo ama la sua Chiesa e come vuole che la Chiesa lo ami. Questa rivelazione raggiunge la sua pienezza definitiva nel dono d'amore che il Verbo di Dio fa all'umanità assumendo la natura umana e nel sacrificio che Gesù Cristo fa di se stesso sulla Croce per la sua sposa, la Chiesa . In questo sacrificio si svela interamente il piano che Dio ha intrapreso nell'umanità dell'uomo e della donna fin dalla loro creazione. Il matrimonio dei battezzati diviene così il simbolo reale della nuova ed eterna alleanza sancita nel sangue di Cristo. Lo Spirito che il signore effonde rende l'uomo e la donna capaci di amarsi come Cristo ci ha amati. L'amore coniugale raggiunge quella pienezza in cui è interiormente ordinato, cioè la carità coniugale, che è il modo specifico con cui gli sposi sono chiamati a vivere la carità stessa di Cristo che si dona sulla croce."
In ciò consiste il sacramento del matrimonio.
Vi sono delle conseguenze pratiche della sacramentalità del matrimonio.
La prima è che la vocazione alla vita matrimoniale è nella Chiesa un vero ministero. Il Papa insiste su questo punto. Questo perché dà agli sposi un carisma speciale per compiere la loro missione al servizio della famiglia e della Chiesa.
Una seconda conseguenza pratica è che a causa del sacramento del matrimonio e della presenza di Cristo, con il suo Spirito, la famiglia ha diritto di essere chiamata Chiesa. Oggi si parla di chiesa domestica. La famiglia è una chiesa, in un ambiente speciale e in una dimensione speciale. Si è detto infatti che il vincolo tra gli sposi è lo stesso che c'è tra Cristo e la sua Chiesa. Vuol dire che la famiglia nella Chiesa ha un compito originale e proprio. Nei secoli scorsi la parrocchia era una parrocchia di famiglie. Oggi le comunità sono cambiate. Una volta non si parlava della famiglia. C'era una pastorale della coppia, ma non della famiglia. Oggi non possono i genitori santificarsi tra loro e con altre coppie lasciando i figli da una parte.
La Famiglia non sono soltanto i genitori, ma tutti i membri della famiglia.Non solo i genitori sono gli evangelizzatori dei loro figli, ma questi devono anche essere evangelizzatori a loro volta dei genitori.
C'e ancora molto da fare per arrivare a questo. Se la famiglia è chiesa domestica, la famiglia deve compiere le missioni della Chiesa.
I poteri della gerarchia erano un tempo quelli di insegnare, di santificare e di governare. Il Concilio Vaticano Il ha presentato la Chiesa in modo più globale, parlando delle tre missioni della Chiesa: di trasmettere la fede, di santificare, di trasformare le strutture del mondo. Non solo i Vescovi e i sacerdoti, ma tutti i membri del popolo di Dio devono assumere quelle tre missioni. Giovanni Paolo Il voleva che tali principi si applicassero anche alla famiglia, affinché la famiglia stessa diventasse di aiuto alla Chiesa.
I primi evangelizzatori sono i membri della famiglia, e il futuro della evangelizzazione passa attraverso la famiglia.. Questa ha come missione di dare alla Chiesa una dimensione familiare. Grande compito, difficile, ma su cui si gioca il futuro della nostra società. Ciò presuppone che l'evangelizzazione sia fatta dai sacerdoti in collaborazione con le famiglie.
Essere chiesa vuol dire anche essere aperti verso fuori. S. Tomaaso diceva che il matrimonio è un sacramento sociale, assieme a quello dell'ordine. In molte parti la famig1ia ha perso l'impatto che aveva con la vita. Una famiglia che si chiude su se stessa non vive il suo sacramento, ma si indebolisce. Essa non deve solo proteggersi dagli influssi che vengono da fuori. Ma non ci si protegge chiudendosi a casa. La famiglia deve essere missionaria, aperta agli altri, attraverso l'esercizio della carità, dell'aiuto, della comprensione alle altre famiglie. Ma deve fare di più ancora. Essa deve essere impegnata anche nel campo politico. Se ciò non avviene essa sarà la prima vittima dei mali che avrà osservati da spettatore anziché da protagonista.
Occorre che le famiglie si impegnino per cambiare la situazione, attraverso la loro partecipazione nella vita pubblica politica. Ciò è basato sul sacramento stesso del matrimonio. A quali condizioni potrà la famiglia vivere il suo sacramento?
A condizione che si ami la famiglia, cioè credere in essa, riconoscerne le difficoltà, ma credere nella presenza di Cristo. Le Famiglie di oggi hanno bisogno di sentire la buona novella della presenza di Cristo nel loro sacramento. Così esso sarà fonte di grazia tutti i giorni della vita. Per questo è importante celebrare i vari sacramenti della vita del cristiano assieme, con tutti i membri della famiglia.
D. Cosa pensa della dilagante abitudine al divorzio?
R. Il divorzio causa tanti disastri alla società. Le leggi non hanno risolto le situazioni difficili. Le leggi dovrebbero avere una funzione educativa. I grandi mezzi di comunicazione stanno presentando l'uomo e la donna non più assieme, da sole, ma con altri uomini o altre donne. Gli esperti della pubblicità stanno ora presentando l'immagine dell'uomo del futuro come di un uomo solo, che per essere felice deve avere profumi, alcolici. Infatti hanno capito che per vendere più alcolici occorre avere uomini e donne sole, che hanno più grandi problemi e più facilmente tentano di sfuggire a questi buttandosi nell'alcool o nei capricci.
Lottare contro tutti gli errori non conviene, alla chiesa. Mi diceva Paolo VI, che così facendo non si ha più tempo di insegnare la verità.
L'errore non ha una grazia che l'accompagna, mentre la verità ha sempre una grazia di Dio che l'accompagna. Se non si dice la verità, la gente non le avrà quando ne avrà bisogno. Dio conosce i tempi e i luoghi in cui si realizzeranno le parole dette. Con la verità c'è sempre la grazia di Dio. Anche Cristo non faceva miracoli senza l'azione di Dio padre.