LA FAMIGLIA

Conferenza tenuta da Mons. Diarmuid Martin alla Scuola di Cultura Cattolica - Bassano del Grappa, il 24 novembre 1986
(Trascrizione non rivista dal relatore)

E' molto importante per tutti i sacerdoti il ruolo della famiglia perchè è proprio in essa che abbiamo ricevuto la nostra vocazione. E anche nel futuro speriamo che le vocazioni nasceranno e cresceranno nel seno di famiglie cristiane. Devo ancora dire che se c'è una crisi nelle vocazioni dipende molte volte dalla crisi della famiglia: se c'è una crisi nella famiglia non ci saranno vocazioni.
Il mio tema è la famiglia oggi nel Magistero di Giovanni Paolo II.
Partendo dal Consiglio per la Famiglia tutti mi hanno detto che è tema ampio e molto vasto. Non si può mettere in dubbio che nel Magistero del Papa un posto tutto particolare spetta alla famiglia. Con tutta probabilità il Papa, lungo gli 8 anni di pontificato ha parlato più spesso del tema della famiglia più di qualsiasi altro tema ed è il tema forse più contestato all'interno e all'esterno della Chiesa. Io spesso per il mio lavoro sono costretto a confrontarmi con persone non cattoliche e queste spesso mi dicono di avere pieno rispetto per il Papa ma non condividono molte volte la sua politica verso la famiglia. Poi è impossibile fare un elenco, una rassegna completa dei discorsi del Papa sulla famiglia. Molte volte alcune persone hanno cercato di scrivere un libro sui discorsi del Papa ma un libro del genere è destinato ad essere superato già dal giorno della pubblicazione perchè il suo Magistero sulla famiglia viene settimanalmente, giornalmente arricchito, approfondito e ampliato. Basta pensare in questi giorni durante la sua visita pastorale in Oceania, ha già tenuto alcuni discorsi molto importanti sulla famiglia e li continuerà a tenere.
Devo però all'inizio ricordare le principali tappe del magistero del Papa: un Magistero che comprende oltre ad un insegnamento a parole anche una serie di azioni che dimostrano il suo impegno nei confronti della famiglia. In primo luogo il Para ha dedicato nei primi quattro anni di pontificato i suoi discorsi nelle udienze generali del mercoledì esclusivamente al tema della famiglia e della moralità coniugale. Per il Papa, praticamente da Papa Paolo VI in poi, questi discorsi compongono un elemento fondamentale del suo Magistero, del suo insegnamento ordinario. Il Papa ha scelto come suo primo tema la famiglia e l'insieme di questi insegnamenti costituisce un nuovo ed. essenziale contributo alla riflessione plurisecolare della Chiesa sulla realtà del matrimonio e della famiglia essendo com'è una sintesi di elementi di teologia biblica, di antropologia filosofica, di teologia dogmatica e morale nonchè frutto della sua esperienza di anni vissuti come pastore delle famiglie.
Seconda tappa del suo Magistero, il Papa ha scelto di dedicare il primo Sinodo dei vescovi del suo pontificato quello del 1980, al tema della famiglia. Ha convocato a Roma esponenti della Chiesa da tutte le parti del mondo per riflettere, assieme a lui, come nella difficile situazione contemporanea si deve presentare autenticamente l'insegnamento cristiano sul matrimonio e sulla famiglia. Da questo Sinodo sono emersi due documenti molto importanti: la Familiaris Consortio e un paio di anni dopo la Carta dei diritti della Famiglia. L'enciclica Familiaris Consortio è un vero compendio dell'insegnamento della Chiesa sul matrimonio e sulla famiglia ed è concentrata soprattutto sul contributo delle famiglie stesse nel proclamare la visione della Chiesa.
E la Carta dei diritti della famiglia oltre a rivendicare per la famiglia i suoi diritti inalienabili è un segno di fiducia che il Papa ha nelle famiglie e nella loro capacità di realizzare la propria vocazione nella società contemporanea. Sempre nel contesto del Sinodo del 1980, una novità in tutta la storia del Sinodo: il Papa ha invitato 42 uditori tutti gran parte laici coniugati a partecipare al Sinodo e questi laici hanno portato un gran
contributo al suo svolgimento.
Bisogna inoltre pensare ai discorsi che il Papa ha fatto prima del Sinodo e alla sua conclusione. In occasione del Sinodo il Papa ha fatto lui stesso una preghiera per le famiglie e le loro missioni. Un ulteriore frutto del Sinodo e un altro esempio dell'azione del Papa e della sua particolare attenzione verso le famiglie è la fondazione a Roma di due nuove istituzioni della Chiesa dedicate alla famiglia: il pontificio consiglio sulla famiglia di cui sono un. umile rappresentante e l'istituto per gli studi sul matrimonio e sulla famiglia: L'istituto Giovanni Paolo II all'Università lateranense.
Il Consiglio pontificio ha il compito di animare la pastorale della famiglia in tutto il mondo e l'istituto si dedica alla ricerca e alla preparazione degli agenti pastorali per questo campo Devo dire che il Papa segue personalmente il lavoro di questi due istituti e a volte chiama i professori dell'istituto a discutere con lui su come va avanti il progetto. Il Papa riserva un posto particolare alle riunioni del nostro Consiglio pontificio e conosce bene i membri di questo consiglio che sono tutti laici coniugati provenienti da tutte le parti del mondo. Generalmente i membri delle congregazioni romane sono costituite da vescovi invece i membri del Consiglio pontificio sulla famiglia sono generalmente tutti sposati: 5 coppie dell'America Latina, 3 dall'America del Nord, 2 dall'Europa occidentale, 2 dall'Europa dell'est, 2 dall'Asia e 2 dall'Oceania. Questa rappresentatività è stata voluta per conoscere la realtà della famiglia nelle diverse parti del mondo poichè quando si inizia a parlare della famiglia c'è una grande differenza tra la realtà vissuta nelle diverse parti del mondo.
Allora continuando questa rassegna degli insegnamenti del Papa non si possono dimenticare i molti discorsi sulla famiglia che fanno parte immancabile dei suoi viaggi nel mondo e in Italia. In ogni importante documento del pontificato si trova un paragrafo specifico, un riferimento al ruolo della famiglia. Penso in modo particolare a quel bel documento rivolto ai giovani in occasione dell'anno internazionale della gioventù circa due anni fa, dove alcune pagine sono state dedicate a quel grande sacramento del matrimonio in cui il Papa fa appello ai giovani di rispondere alla visione specifica della Chiesa sulla famiglia. Poi oltre a questa attività diretta del Papa, c'è tutta un'attività dei suoi collaboratori che lo rappresentano nei contatti con i vescovi, nella partecipazione a conferenze al di fuori di Roma anche a livello governativo. Sempre il Papa ci spinge ad attirare l'attenzione sulla famiglia. Ultimamente i vescovi americani hanno dedicato una lettera pastorale all'economia. Questo documento è stato riveduto varie volte volte ma sull'insistenza del Papa e della Santa Sede è stato cambiato totalmente e prende come punto centrale come questa economia influisce sulla famiglia e facilita la vita familiare. Credo che questo elenco iniziale circa gli interventi del Papa è utile anche per un motivo molto particolare: il Santo Padre nella sua attività a favore delle famiglie vuole offrire un esempio a tutta la Chiesa. E' suo desiderio che come lui lo fa che anche ogni diocesi, ogni parrocchia, ogni movimento, ogni organizzazione ecclesiale, ponga la famiglia come priorità essenziale della sua attività. Il Papa indica quale è la missione della chiesa a favore della famiglia e fa appello alle famiglie perché assumano loro responsabilmente la stessa missione.
E vuole che come lui, ognuno si debba impegnare nella sua stessa maniera costruttiva, attraverso l'istituzione di appositi servizi educativi e di consulenza atti a aiutare i coniugi nel realizzare la propria vocazione. In maniera particolare aiutando giovani per mezzo di un accurato insegnamento ad apprezzare il messaggio di Cristo e a mettere in pratica la virtù della castità. Allora dopo questa rassegna introduttiva anzichè tentare di dare un riassunto di un così vasto insegnamento cosa che sarebbe impossibile nel corso di una serata, io credo che sia più utile riflettere su1 perchè di questo interesse del Papa per la famiglia. In tale maniera cercheremo di identificare alcuni contributi originali dell'insegnamento del Papa, contributi estremamente validi per il nostro tempo.
Perchè allora il Papa si preoccupa così tanto della famiglia? Perchè parla della famiglia? Il primo fattore è molto semplice e deriva dal suo amore personale per la famiglia già ribadito più volte ancora prima del Sinodo del 1980. E parlando ai membri della segreteria del Sinodo ha detto: "Nelle vostre proposte sul Sinodo c'è una parte forse non piccola della mia esperienza pastorale". Il Papa si identifica nella sua esperienza pastorale prima come sacerdote e poi da vescovo già con questa idea del Sinodo. In una delle sue prime udienze tenuta ad un gruppo familiare il Papa ha ricordato che ha sempre considerato suo compito prediletto essere sacerdote vicino alle famiglie. Il Papa ama stare tra le famiglie, ama stare tra i bambini, il Papa ama stare tra i giovani.
Dal Sinodo dei vescovi troviamo il secondo motivo dell'interesse del Papa verso le famiglie: troppo spesso oggi, quando parliamo del matrimonio e della famiglia parliamo in termini di crisi e di difficoltà, di fattori sociali che contribuiscono alla disgregazione della famiglia, di cambiamenti sociali, di evoluzione della maniera di considerare i rispettivi ruoli di uomo e di donna, di genitore e di figlio. Tutto questo ha portato una certa confusione e insicurezza circa il ruolo e il valore della famiglia nel mondo odierno. E' tentazione di tutti quando si vuole parlare della famiglia, di iniziare esaminandone i problemi, forse perchè sono sperimentati anche dalle famiglie stesse. Il Papa vuole che con il Sinodo e con l'insegnamento della Chiesa poi, indicare una via di uscita dal pessimismo. Tante volte prima del Sinodo ha detto: "Innanzi tutto mi preme di dare fiducia alle famiglie cristiane". Cito un altro discorso: "Nella bufera in cui si trova è come sotto accusa la famiglia cristiana che è sempre più spesso tentata dallo sconforto, dalla sfiducia e dal timore in se stessa. Dobbiamo pertanto dirle con parole vere e convincenti che la famiglia ha una missione, un posto nel mondo contemporaneo. Dobbiamo risvegliare le potenze divine e insieme umane che sono in essa". Allora il Papa ha voluto fin dall'inizio del suo pontificato non cadere in questa trappola di parlare sempre in termini pessimistici della famiglia e vuole dare fiducia ai genitori che stanno facendo un buon lavoro.
Il tema del Sinodo dei vescovi del 1980 è stato praticamente scelto dal Papa Paolo VI poco prima della sua morte: lui ha detto di prendere questo tema e ha chiesto ai suoi collaboratori di trovare una formula, ma purtroppo è morto nel frattempo. Papa Giovanni Paolo I ha dato questo tema al Sinodo: la famiglia cristiana nel mondo contemporaneo ma è morto prima della pubblicazione. Al Papa Giovanni Paolo II è stato riproposto lo stesso titolo ed egli non volendolo rispose: "Io voglio il compito, la missione della famiglia cristiana nel mondo". "Ed è proprio per questo, dice sempre il Papa, che se noi lasciamo il tema come la famiglia cristiana, non avremmo altro che una discussione generale sui mali della famiglia. Io voglio che già dall'inizio di questo Sinodo si pensi di indirizzare le famiglie verso la loro missione, verso le loro responsabilità".
Nel pensiero del Papa la famiglia è un soggetto creativo, orientato per il bene di ogni uomo perchè ogni uomo non ha altra strada se non unicamente attraverso la famiglia. Il Papa inoltre vuole sottolineare l'importanza del sacerdozio comune a tutti i Cristiani; di questa missione del cristiano legata a quella di Cristo stesso sacerdote, profeta e re. E lui vedeva il compito del Sinodo di rileggere ancora una volta il ricco Magistero del Concilio Vaticano II nella prospettiva della verità sulla famiglia e nell'aspetto della sua realizzazione nel Concilio. Circa sei o sette anni fa, ancora prima del Sinodo straordinario dell'anno scorso, il Papa in un suo discorso voleva ritrovare il Magistero del Concilio come magistero essenziale per lo sviluppo di qualsiasi apostolato della Chiesa nel mondo di oggi. E infatti il Magistero del Concilio è magistero che sottolinea la missione dei laici: essi partecipano nella missione sacerdotale del Cristo, nella missione profetica e nella missione di Cristo come Re.
Il Papa voleva vedere quale era la cosa specifica che permetteva la realizzazione della vita cristiana e come la famiglia trovava questa sua realizzazione nella vita contemporanea. E nella familiaris Consortio torna a dire che la famiglia è inserita nella Chiesa, popolo sacerdotale mediante il sacramento del matrimonio dal quale la Chiesa stessa trae alimento così da venire continuamente vivificata da Gesù.
Generalmente quando si parla dell'impegno del cristiano, si parla in termini dei sacramenti del battesimo e della cresima. La Familiaris Consortio traccia un nuovo elemento: anche il sacramento del matrimonio è nella sua maniera una configurazione con Cristo sacerdotale, un inserimento in particolare nel mondo sacerdotale, una chiamata particolare alla santità e alla santificazione. Il matrimonio come qualsiasi altro sacramento è orientato verso la costruzione della Chiesa; il matrimonio conferisce ai genitori una missione che li impegna a costruire la Chiesa nel mondo, nell'ambiente in cui vivono e particolarmente attraverso l'educazione dei figli: essa deve essere una scuola di apostolato per eccellenza. I coniugi devono essere l'uno per l'altro e per i loro figli devono essere dei testimoni della Verità e di Cristo. La partecipazione alla missione profetica di Cristo esige dai genitori una vera e continua conversione. I giovani imparano molto più facilmente dalla testimonianza di persone che sono coerenti concretamente con i propri ideali e quindi anche i genitori devono dare questa testimonianza cristiana che implica una continua conversione di vita.
Poco tempo fa parlando con un gruppo di studenti degli insegnamenti del Papa un ragazzo mi ha chiesto: "Ma oltre a tutti questi documenti, a tutti questi discorsi, la Chiesa che cosa fa per la famiglia?" E' stata un'intenzione del Papa con il suo insegnamento del Sinodo ma soprattutto nella sua enciclica capovolgere questa domanda. Oggi la Chiesa, la stessa missione salvifica, salvificatrice della Chiesa attende l'apporto specifico ed essenziale della famiglia. La domanda è stata capovolta: che cosa la famiglia deve offrire alla Chiesa?
Il Papa crede in questa missione della famiglia. Lui ha visto durante la sua esperienza nel paese d'origine, che la Chiesa non aveva altre alternative nella trasmissione dei valori che nell'educazione e nella catechesi della famiglia. La famiglia può diventare un dono particolare per la Chiesa e il Papa dice alle famiglie: "Famiglia diventa ciò che sei!".
Non sempre però succede questo, a causa dello scoraggiamento, a causa del fatto che molti genitori non si sentono in grado di farlo. Molti insegnanti dicono che i bambini arrivano a scuola oggi senza sapere fare il segno della croce. Se la prima esperienza religiosa non viene impartita in famiglia, difficilmente si potrà riparare a questa mancanza più tardi. La famiglia deve dare una testimonianza coerente ed è quinti inutile che i genitori mandino il loro figlio al catechismo e a messa se questi a loro volta non danno questa testimonianza. Questo concetto della famiglia centro dell'evangelizzazione è un tema molto vecchio nella Chiesa e appartiene al nuovo testamento stesso. Gesù nel periodo pre - pasquale, all'inizio della sua missione, invia i suoi discepoli e li incoraggia a visitare le case e non solamente per avere un alloggio ma per fare dell'accettazione della fede degli abitanti della casa un punto di partenza per l'evangelizzazione. Anche negli atti degli apostoli si vede che i discepoli si riunivano nelle loro case per spezzare il pane e per predicare la parola di Cristo.
I genitori hanno il dovere di educare i figli alla dottrina e alla fede e di fare che i figli sviluppino un giusto senso del significato dell'importanza della tradizione della fede cattolica. Il Papa sottolinea spesso il campo della preghiera, della cultura religiosa che deve esistere in una casa. Le famiglie devono oggi realizzare la loro vocazione creando una nuova cultura religiosa delle famiglie e nella famiglia.
Nel mondo contemporaneo i bambini sono dalla più tenera età sottoposti all'anticatechesi rappresentata dai valori proposti dai Mass Media. Così la famiglia acquista un ruolo essenziale nel trasmettere e nello stimolare l'accettazione dei valori cristiani ed è importante per il bambino che la famiglia non indichi solamente questi valori ma li viva concretamente. Allora questo è un altro aspetto del ministero del Papa: la famiglia non deve essere scoraggiata dalla cultura di oggi ma deve essere convinta di avere una missione e dobbiamo cercare mezzi concreti per aiutarla in questa sua missione.
Un altro elemento essenziale secondo me dell'insegnamento del Papa è questo: il futuro dell'umanità passa attraverso la famiglia. Il matrimonio e la famiglia costituiscono i beni più preziosi dell'umanità. Si può riscontrare oggi un risveglio nell'interesse della famiglia anche al di fuori della Chiesa. Per la prima volta dopo molti anni un'organizzazione come le Nazioni Unite ha deciso due anni fa, di iniziare un programma centrato sulla famiglia e molti si sono meravigliati di questo. Adesso si incomincia ad apprezzare quello che nella Carta dei diritti della famiglia si dice: "La famiglia più di un mero nucleo giuridico, sociale ed economico, è una comunità d'amore e di solidarietà che in modo unico adatta ad insegnare e trasmettere valori culturali, valori sociali ed etici, valori spirituali e religiosi essenziali per lo sviluppo e il benessere dei propri membri e della società. Si comincia a capire che il clima di permissivismo degli ultimi anni ha portato risultati negativi. Gli stessi governi vedono questi risultati: la disgregazione della famiglia comporta delle spese enormi sia in termini economici, sia in termini di sofferenza umana e cominciano a ripensare: come possiamo ricostruire la società sulla base dei valori morali? Per non perdere il loro patrimonio culturale e spirituale evitando quindi lo sbaglio dei paesi occidentali, i paesi in via di sviluppo si sono basati sulla famiglia. Anche l'UNESCO porta avanti un programma di igiene tutto concentrato sulla famiglia che si è rivelato molto più efficace dei grandi programmi dei grandi ospedali. La famiglia quindi è la cellula fondamentale della società. Quello che nei paesi in via di sviluppo per molti anni le nostre suore missionarie hanno fatto vivendo con le famiglie, insegnando loro le più semplici norme,ora è preso come modello dalle grandi organizzazioni internazionali.
Il futuro dell'umanità passa attraverso la famiglia significa per il Papa che il futuro sarà segnato dalla maniera in cui viviamo la realtà familiare. E se noi viviamo la famiglia in una certa maniera, aiuteremo l'umanità ad arrivare ad un futuro positivo. Vediamo cosa significa questo: in un senso negativo è quello che abbiamo detto fino adesso. Il permissivismo nel campo sessuale-sentimentale ha causato la perdita di valori essenziali basta considerare le statistiche riguardanti la fertilità e il numero aborti, l'incidenza del divorzio e della droga che stanno veramente distruggendo la civiltà occidentale.
In alcune statistiche esaminate dal Comitato europeo per la popolazione la Liguria è apparsa come la regione europea con la più bassa quota di natalità. Essa ha una media di 1,05 bambini per donna e ciò significa che fra 27 anni la popolazione locale sarà dimezzata.
L'Emilia Romagna, in queste statistiche, è apparsa come la regione europea con il più alto numero di aborti: 78 aborti per ogni 100 nati vivi e se è così questo vuol dire che nelle città urbane molto probabilmente ci sono più aborti che nati vivi. Questo fenomeno demografico dell'Europa è soltanto un segno della perdita del senso della vita, della speranza ed è segno di una grave alienazione spirituale.
Il vero futuro dell'umanità sarà raggiunto solamente quando si vivrà la vita familiare secondo il progetto di Dio creatore; solo quando viviamo responsabilmente il disegno sapiente e amoroso di Dio giorno per giorno nella nostra vita.
Il Papa inizia la sua catechesi della famiglia partendo da quello che lui chiama la benedizione originaria del creatore. Risalire al principio del gesto creativo di Dio è una necessità per la famiglia se vuole conoscersi e realizzarsi secondo la sua interiore verità propria. E' da questo disegno di Dio che la famiglia riceve la sua missione di custodire e di comunicare l'amore quale riflesso dell'amore di Dio per l'umanità e dell'amore di Cristo per la sua Chiesa. E' poi da questo disegno che emerge tutta la moralità coniugale del Papa che non può essere che la
realizzazione nella vita concreta di ciascuna coppia del disegno di Dio. Proprio perchè rivela e propone il disegno di Dio creatore l'ordine morale non può essere un qualcosa di mortificante ma al contrario, rispondendo alle esigenze più profonde dell'uomo creato da Cristo, si pone al servizio della sua piena umanità e con l'amore delicato e vincolato con cui Dio stesso ispira e sostiene, guida ogni creatura verso la sua felicità. Chiamato a vivere responsabilmente il disegno sapiente e amoroso di Dio, l'uomo è un essere storico che si costruisce giorno per giorno con le sue scelte libere.
Non esiste una spiritualità familiare staccata dall'etica familiare, senza un'ascesi concreta con cui ci chiediamo se le nostre decisioni siano o no in conformità con il disegno di Dio. A volte le esigenze del Papa e del suo insegnamento possono sembrare difficili da comprendere e da mettere in pratica ma sono sempre la realizzazione di quello che il Papa chiama la legge della gratuità, un essenziale componente del concetto del vero amore: amore deve essere gratuito, deve essere sempre il dare di se stesso. L'amore è sempre una cosa che richiede sacrificio ed è il contrario del permissivismo. Una giusta etica coniugale legata come è alla castità come virtù positiva rende possibile l'amore, ma non amore come gratificazione della persona ma come donazione all'altro.
Sappiamo bene che oggi giorno vivere per una famiglia cristiana non è facile. Ma come nel passato si intravede la via per uscire da questa crisi e si ha la consapevolezza che come in molte altre occasioni della storia sono emersi grandi santi e i loro seguaci, la stessa cosa succederà oggi. I santi erano quelli che hanno indicato la via di uscita da una crisi attraverso una vita radicalmente vissuta. Oggi la risposta alla crisi della famiglia non potrà avvenire nell'accettare le nuove tendenze, nè nel venire a compromesso con queste ma solamente attraverso la testimonianza delle famiglie cristiane disposte a rispondere a Cristo con la vita cristiana, con la vita matrimoniale cristianamente e radicalmente vissuta.
Solo così arriveremo a costruire il futuro dell'umanità.