La Tradizione

Gli apostoli, dopo la Pentecoste, si divisero il mondo conosciuto per annunciarvi il Vangelo: Giacomo predicò in Spagna, ma con scarso successo. Afflitto per questo, stava tornando a Gerusalemme anzitempo, quando, presso Caesaraugusta, oggi Saragozza, il 2 gennaio del 40, su di un pilastro, il Pilar appunto, gli apparve la Vergine, esortandolo a non preoccuparsi per l'esito apparentemente insignificante della sua predicazione, e a edificarle lì un luogo di culto, e promise che il Pilar sarebbe rimasto in quel luogo fino alla fine del mondo e mai sarebbero mancati in quella città gli adoratori di Cristo.
San Giacomo fece edificare una chiesa intorno al Pilar, che ancor oggi possiamo vedere, rivestito d'argento, all'interno della sua Cappella, cuore della grandiosa Basilica della Madonna del pilar di Saragozza, dove i fedeli si assiepano per toccare la pietra su cui la Vergine aveva posato i piedi.
San Giacomo rimase dunque ancora in Spagna, predicò in Galizia e tornò, quando venne il tempo prestabilito, a Gerusalemme, dove fu martirizzato, primo tra gli apostoli. I suoi discepoli Teodoro e Atanasio disseppellirono nottetempo il corpo e lo portarono al porto di Jaffa, dove prodigiosamente approdò un'imbarcazione sulla quale lo caricarono, salendovi anch'essi e affidandosi poi alla provvidenza. Venti favorevoli guidarono la barca oltre Gibilterra e il Portogallo, fino al porto romano di Iria Flavia, alla confluenza del Sar con il Rio Ulla.
I discepoli sbarcarono il corpo e lo posero su di una pietra che subito si fuse come cera, formando un sarcofago intorno alle spoglie del martire.
Teodoro e Atanasio si recarono poi dalla regina di quelle terre, Lupa "di nome e di fatto", alla quale chiesero il permesso e il luogo per una degna sepoltura del Santo. La malvagia Lupa, per farli perire, li inviò a chiedere il consenso a un signore crudelissimo che li incarcerò, ma fu poi convinto da prodigi e si convertì con tutto il suo popolo.
I discepoli di Giacomo si ripresentarono, col consenso ottenuto, a Lupa, che tentò nuovamente di far loro del male, mandandoli a prendere, per il trasporto del sarcofago, due buoi che disse di avere su di una montagna: si trattava in realtà di curiosissimi tori. I discepoli andarono, sconfissero un drago che sbarrava loro la strada, solo presentando ad esso la Croce, ed ugualmente ammansirono i tori, nel luogo che poi si chiamò Monte Sacro; si presentarono infine, con gli animali aggiogati, alla regina. Lupa allora si convertì, trasformò il suo palazzo in chiesa per il Santo, vivendo poi cristianamente.
Le reliquie del Santo furono deposte in una cappella funeraria, affidata a Teodoro e ad Atanasio, che furono poi sepolti accanto al loro maestro, il cui sepolcro divenne centro di irradiazione del cristianesimo.
A questa, che può essere quasi considerata una seconda evangelizzazione di San Giacomo, seguirono però anni di oblio, in cui le persecuzioni, le invasioni, le guerre, ridussero a rovina il luogo del sepolcro, e della sua ubicazione non rimase che una tenue tradizione orale.
Il sepolcro fu poi scoperto all'inizio del IX secolo, negli anni 812-14, secondo quanto anche storicamente accertato, e secondo modalità prodigiose: ciò che fu l'inizio di un culto amplissimo, ricco di opere materiali e spirituali che ne testimoniano la profondità e il significato, e di cui gli ultimi in ordine di tempo sono il cosiddetto "Atto europeistico" di Giovanni Paolo II nell'Anno Santo Compostelano 1982, la dichiarazione del Consiglio d'Europa del 1987 e la convocazione dei giovani a Santiago per il mese di agosto in occasione della quarta giornata mondiale della gioventù (19 marzo 1989). Nelle sue parole, Giovanni Paolo II chiarifica anche il motivo profondo di tanta devozione:
"Santiago di Compostela è un luogo che ha svolto un ruolo di grande importanza nella storia del cristianesimo e, perciò, già di per sé trasmette un messaggio spirituale molto eloquente…… Presso la tomba di San Giacomo vogliamo imparare che la nostra fede è storicamente fondata, e quindi non è qualcosa di vago e di passeggero…… vogliamo anche accogliere di nuovo il mandato di Cristo: "mi sarete testimoni….fino agli estremi confini della terra" (Atti 1,8). San Giacomo, che fu il primo a sigillare la sua testimonianza di fede col proprio sangue, è per tutti noi un esempio ed un maestro eccellente".
Giovanni Paolo II (messaggio ai giovani e alle giovani del mondo).